Procacciamento d’affari – Definizione e particolarità

di Roberto Mazzanti

Pubblicato il 21 novembre 2005



In cosa consiste il procacciamento d'affari? Come si differenzia dalle attività di mediazione e dal contratto d'agenzia?

Il contratto di procacciamento d'affari 

Quello di procacciamento d'affari è un contratto atipico, in quanto non espressamente previsto e disciplinato nell'ordinamento civilistico.

La figura del procacciatore d'affari è caratterizzata dall'impegno anche occasionale di agire nell'interesse di una delle parti, ma senza vincolo di stabilità (circolare min.finanze 24 del 1983; risoluzione 209 del 18/11/2003).

 

Definizione di procacciamento d'affari

La giurisprudenza civile, distinguendo il contratto atipico di procacciamento d'affari da figure analoghe tipiche, quali i contratti di agenzia e di mediazione, ha evidenziato che oggetto della prestazione del procacciatore d'affari è

"l'attività di intermediazione finalizzata a favorire fra terzi la conclusione di affari" (Corte di Cassazione, sez. II, sentenza n. 4327 del 6 aprile 2000).

 

Definizione di contratto di mediazione

Noterete come questa definizione assomigli in modo impressionante a quella del mediatore, che è questa:

con il contratto di mediazione un soggetto mette in relazione due o più parti affinché possano concludere tra loro un affare…

Secondo altra giurisprudenza (Cassazione 08/02/99 n.1078) l’attività è “saltuaria ed occasionale”.

Questi due requisiti sono inoltre quelli di gran lunga “preferiti” dalla dottrina dominante. Tant’è che si ritiene che la mancanza della saltuarietà e dell’occasionalità faccia scivolare la procacceria nell’agenzia.

 

Procacciamento d'affari: le questioni aperte

Fatta questa premessa, è possibile distinguere più nitidamente la differenza tra procacciatore e mediazione?

E come conciliare un rimborso spese mensile ad un procacciatore, come fanno molte agenzie di intermediazione, con la saltuarietà ed occasionalità dell’attività?

Inoltre, è giusto il comportamento di alcune camere di commercio che vogliono che il procacciatore sia iscritto nei ruoli degli agenti di affari in mediazione?

E infine, quando è possibile imputare in bilancio il costo per i compensi al procacciatore, da parte dell’impresa mandante ? Al momento della segnalazione o a quello della conclusione dell’affare?

 

L’indagine è aperta, abbiamo risposto qui >>

 

18 novembre 2005

Roberto Mazzanti