Osservatorio sulle partite IVA


Lo scorso anno sono state aperte circa 535 mila partite Iva, con una flessione del 4,8% rispetto al 2010.

Il MEF – Dipartimento delle Finanze ha pubblicato, ieri, sul proprio sito la sintesi dei dati 2011 (revisionati)

Il 43,6% delle aperture è stato effettuato nelle regioni settentrionali, il 22,5% al Centro ed il 33,9 al Sud ed Isole. La flessione, rispetto al 2010, ha interessato tutte le regioni, tranne la Calabria, ed è stata più marcata al Centro-nord: Val d’Aosta e Sardegna hanno accusato un calo superiore al 10%,

il Molise è rimasto praticamente immutato.

La metà delle nuove partite Iva ha riguardato il settore dei servizi pubblici e privati, nell’ambito del quale si distinguono le attività professionali (14,2% del totale) e l’alloggio-ristorazione, ma è il commercio la sezione più interessata dalle aperture, con il 23,6% del totale; notevole anche la quota del settore edilizio. Il confronto con l’anno precedente evidenzia una flessione leggermente più sostenuta per il settore industriale (-8,7%) e solo due sezioni rilevanti in aumento: Le attività di gestione rifiuti-forniture idriche (+6,7%) ed alloggio-ristorazione (+1%).

La distribuzione per natura giuridica mostra che il calo del numero delle aperture ha coinvolto tutte le principali forme giuridiche ed è stato più sensibile per le società di capitali; la composizione percentuale delle aperture evidenzia la quota preponderante delle persone fisiche (72,7% del totale), seguite dalle società di capitali, cui appartiene il 18% delle aperture.

Le persone fisiche hanno aperto nel 2011 circa 389 mila partite Iva, con una flessione di oltre il 3% rispetto all’anno precedente; il calo ha riguardato tutte le classi di età, ad eccezione dei giovani fino a 35 anni; all’opposto, la classe di età più avanzata registra il calo più marcato, quasi il 10%. La classe più giovane ha inoltre effettuato il 48% di tutte le aperture.

I maschi hanno aperto il 64,7% delle partite Iva e l’età media delle nuove partite Iva è leggermente più bassa per le femmine, in quanto esattamente metà delle aperture a loro riferibili è stata effettuata dalla classe più giovane, contro il 46,8 dei maschi.


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