Modifiche alla disciplina IVA degli enti associativi Codice del Terzo Settore

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 13 luglio 2022

Il Codice del Terzo Settore ha innovato la relativa disciplina, con modifiche civilistiche che devono ancora compiutamente essere messe a punto per quanto riguarda gli effetti fiscali.
Nell’orientarsi tra queste novità, va tenuto conto delle recenti indicazioni dell’Agenzia delle Entrate...

Disciplina IVA enti associativi: alcune precisazioni

iva enti associativi

Il Codice del Terzo Settore ha revisionato tutta la normativa relativa, suddividendo gli enti del terzo settore (ETS) in sette tipologie:

  • organizzazioni di volontariato (ODV);
  • associazioni di promozione sociale (APS);
  • imprese sociali (incluse le cooperative sociali), per le quali si rimanda a un decreto legislativo a parte;
  • enti filantropici;
  • reti associative;
  • società di mutuo soccorso;
  • altri enti (associazioni riconosciute e non, fondazioni, enti di carattere privato senza scopo di lucro diversi dalle società).

Sorge con il nuovo codice una definizione unitaria di ETS (ente del terzo settore), qualificato come:

“ente costituito in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, o di fondazione, per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma volontaria e di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi” (art. 4, Codice del Terzo Settore).

Le attività di interesse generale sono quelle individuate dall’art. 5 Codice del Terzo Settore, e comprendono (con elencazione non esaustiva):
  • interventi e i servizi sociali finalizzati a rimuovere e a superare le situazioni di bisogno e di difficoltà;
  • prestazioni sanitarie e socio-sanitarie; l’educazione, l’istruzione e la formazione professionale;
  • salvaguardia dell’ambiente; la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio;
  • formazione universitaria e post-universitaria;
  • ricerca scientifica di particolare interesse sociale;
  • organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale;
  • comunicazione a carattere comunitario;
  • organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso;
  • formazione extra-scolastica; i servizi strumentali ad enti del terzo settore; la cooperazione allo sviluppo;
  • commercio equo e solidale; 
  • servizi finalizzati all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro di particolari cate