Wedding contributi a fondo perduto

di Cinzia De Stefanis

Pubblicato il 15 giugno 2022

L’Agenzia delle entrate attua la norma contenuta nel decreto Sostegni-bis, con la quale il Governo ha destinato risorse finanziarie per 60 milioni di euro al ristoro di alcuni settori economici particolarmente danneggiati dall’emergenza economica da Covid-19: il settore del wedding, quello dell’intrattenimento e dell’organizzazione di feste e cerimonie e il settore dell’Ho.Re.Ca. (hotellerie-restaurant-catering).
Il Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, ha individuato la platea dei beneficiari, i requisiti necessari e la modalità di ripartizione dei fondi, affidando all’Agenzia delle entrate le attività di gestione delle istanze, ripartizione proporzionale dei fondi ed erogazione.

Fondo perduto per il wedding: di cosa si tratta

contributo fondo perduto weddingIl decreto interministeriale contiene in allegato tre tabelle di codici Ateco 2007 che individuano i settori economici destinatari del contributo e ripartisce tra di essi le risorse finanziarie complessive: la tabella A individua le attività del settore wedding, per il quale è stanziata una quota di fondi pari a 40 milioni di euro, la tabella B individua le attività del settore intrattenimento e organizzazione di feste e cerimonie, con stanziamento di 10 milioni di euro, e la tabella C quelle del settore Ho.Re.Ca., con stanziamento di 10 milioni di euro.

A ciascuna delle imprese richiedenti spetta il contributo previsto per il solo settore nel quale svolgono la propria attività prevalente e, per il settore del wedding, è previsto l’ulteriore requisito di aver conseguito almeno il 30% dei ricavi dell’anno 2019 relativamente a matrimoni, feste e cerimonie.

Per le imprese dei tre settori, il danno da emergenza Covid-19 deve essersi concretizzato in una riduzione minima del 30% tra i ricavi dell’anno 2019 e quelli del 2020 e della stessa percentuale tra il risultato economico del 2019 e quello del 2020.

Particolari modalità di determinazione di questi requisiti sono previste per le imprese che hanno attivato la partita Iva nel corso del 2019, le quali confrontano il fatturato e i corrispettivi intercorrenti tra l’attivazione e la fine dell’anno 2019 e il corri