Livello impositivo per i trust che gestiscono attività finanziarie

di Ennio Vial

Pubblicato il 7 ottobre 2021



Proponiamo alcuni utili spunti in merito alla bozza di circolare relativa alla fiscalità del trust, pubblicata lo scorso 11 agosto: puntiamo il mouse sulla tassazione nel caso di gestione di attività finanziarie

Tassazione del trust: osservazioni alla bozza di circolare

tassazione trustIn merito alla tassazione del trust, l’Agenzia precisa nella bozza che:

“Per i trust non commerciali che producono esclusivamente redditi di natura finanziaria, occorre confrontare il livello nominale di tassazione del Paese ove è stabilito il trust non residente con quello applicabile in Italia sui redditi di natura finanziaria soggetti alle imposte sostitutive o alle ritenute alla fonte a titolo di imposta vigenti nel periodo d’imposta assunto ai fini del confronto (attualmente nella misura del 26 per cento)”.

Appare evidente come l’estensore della circolare avesse in mente il caso del trust che gestisce attività finanziarie presso un istituto di credito e che, non svolgendo una attività di impresa, viene inquadrato come trust non commerciale.

La previsione comporta, in sostanza, l’innalzamento della soglia di riferimento della tassazione estera dal 12% (50% di 24%) al 13% (50% del 26%).

 

Alcuni dubbi interpretativi sulla tassazione del trust

La precisazione, tuttavia, può dar luogo a dubbi interpretativi atteso che non tutti i redditi di natura finanziaria sono in Italia soggetti alla tassazione del 26%.

Ad esempio, i dividendi percepiti da un trust opaco residente in Italia in relazione ad una partecipazione in una società di capitali non paradisiaca scontano, in linea generale, la tassazione del 24% sull’intero ammontare degli stessi.

Inoltre, quand’anche vi fosse un trust che gestisce esclusivamente attività finanziarie, questo potrebbe effettuare un investimento marginale acquistando un garage da destinare alla locazione.

In questo modo non risulterebbe più un trust che produce esclusivamente redditi di natura finanziaria e beneficerebbe della soglia di riferimento del 12%.

 

...e un suggerimento

Si può valutare di espungere il chiarimento, lasciando che la soglia di riferimento per giudicare la natura paradisiaca del paese estero ove è stabilito il trust non residente rimanga comunque il 12% in tutti i casi, pari quindi al 50% dell’Ires ordinaria 24%.

 

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A cura di Ennio Vial

Giovedì 7 ottobre 2021

 

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