No allo Split Payment nel caso in cui la stazione appaltante sia di natura privata

di Massimo Pipino

Pubblicato il 2 marzo 2021

Il meccanismo dello “split payment” non trova applicazione nei confronti di una Stazione appaltante, che sia qualificata come soggetto aggiudicatore privato anche se tenuto alla realizzazione di un’opera pubblica, ed al rispetto del Codice degli appalti.
Nei confronti del soggetto appaltante va, invece, operata la fatturazione elettronica.
In questo senso si è espressa l’Agenzia delle Entrate soffermandosi sul caso in cui una società di diritto privato venga qualificata come Stazione appaltante, inserita nell’elenco IPA e rientrante tra i soggetti aggiudicatari di diritto privato che affidano appalti pubblici di lavori ai sensi del Codice degli appalti.

Split payment appalti pubblici

split payment appalti pubbliciCome ormai ben noto, ai sensi del nuovo articolo17-ter del D.P.R. n. 33/1972, che disciplina lo “split payment”, entrato in vigore a partire dal 1° luglio 2017, gli Enti pubblici destinatari delle fatture sono quelli di cui all’articolo 1, comma 2, della Legge 196/2009 [“Ai fini della applicazione delle disposizioni in materia di finanza pubblica, per amministrazioni pubbliche si intendono, per l'anno 2011, gli enti e i soggetti indicati a fini statistici nell'elenco oggetto del comunicato dell’Istituto nazionale di statistica in data 24 luglio 2010, pubblicato in pari data nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 171, nonché a decorrere dall'anno 2012 gli enti e i soggetti indicati a fini statistici dal predetto Istituto nell'elenco oggetto del comunicato del medesimo Istituto in data 30 settembre 2011, pubblicato in pari data nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 228, e successivi aggiornamenti ai sensi del comma 3 del presente articolo, effettuati sulla base delle definizioni di cui agli specifici regolamenti dell'Unione europea, le Autorità indipendenti e, comunque, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni”), a cui si aggiunge un’ulteriore elencazione di soggetti (in particolare, si tratta di tutte le società controllate, in via diretta, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (e le società da queste stesse controllate), tutte le società controllate, in via diretta, dalle regioni, province, città metropolitane, comuni ed unioni di comuni