Accertamento con adesione e sospensione dei termini: attenzione alle trappole

Accertamento con adesione e sospensione dei termini generano sempre incroci pericolosi. Analizziamo un caso di gestione dei termini in cui si incastrano accertamento con adesione e sospensione feriale

Come è noto, il D.Lgs. n. 218/97 (art.6, comma 2 e art.12, comma 2), per consentire all’Ufficio ed al contribuente di valutare con la dovuta attenzione il contenuto dell’atto di accertamento cui l’istanza di adesione si riferisce, ha previsto una sospensione di 90 giorni dei termini per ricorrere, decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza da parte del contribuente (nel caso di spedizione via posta, con le modalità sopra descritte, il termine di sospensione decorre dalla data certa di spedizione).

Per effetto dell’art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, come modificato dall’art.16, del D.L. n.132 del 12 settembre 2014 (cd. Decreto giustizia), convertito, con modificazioni, in Legge n.162 del 10 novembre 2014, i termini per ricorrere sono sospesi dal 1° al 31 agosto.

Già la prima circolare esplicativa dell’istituto dell’accertamento con adesione – la n. 235/E/1997 – aveva precisato che “per i termini di impugnazione si deve ovviamente considerare anche la sospensione feriale, dal 1° agosto al 15 settembre di ogni anno, prevista dalla legge 7 ottobre 1969, n. 742” (allora vigente [1]).

Tale posizione è stata ribadita con la R.M. n. 159/E dell’11 novembre 1999, che ha affermato che il periodo di sospensione di 90 giorni, di cui all’art.6, comma 3, del D.Lgs. 218/1997, rientra (per logica connessione con i termini processuali) nell’ambito applicativo dell’art.1, secondo periodo, della richiamata legge 742/1969, dal momento che i due periodi di sospensione in argomento assolvono a diverse finalità: quello feriale è collegato al periodo in cui ricadono i termini processuali, mentre quello dei 90 giorni è connesso, invece, ad un proficuo esercizio del contraddittorio in sede di concordato.

Principio confermato ancora successivamente dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 65/2001 [2], che ha precisato che il periodo di sospensione di 90 giorni non costituisce termine di riferimento per la conclusione del procedimento di accertamento con adesione, atteso che la sottoscrizione dell’atto può “…validamente intervenire entro il termine ultimo d’impugnazione “, comprensivo sia dei 90 concessi dal D.Lgs 218/1997, sia oggi dei 31 giorni per la sospensione feriale.

La questione che ha sollevato un ampio dibattito giurisprudenziale ha indotto il legislatore ad intervenire in via definitiva.

La norma – Articolo 7-quater, comma 18, introdotto in sede di conversione in legge n. 225 del 01.12.2016 del D.L.n.193 del 02.10.2016

“i termini di sospensione relativi alla procedura di accertamento con adesione si intendono cumulabili con il periodo di sospensione feriale dell’attività giurisdizionale”.


Accertamento con adesione e sospensione dei termini: la parola alla Cassazione

Con la sentenza n. 22724 del 20 ottobre 2020, la Corte di Cassazione è ritornata ad affrontare la questione, a seguito dell’impugnazione di un avviso di accertamento, preceduto da una istanza di adesione non andata a buon fine.

Nel caso di specie, la società aveva ricevuto il 18 maggio 2009 un avviso di accertamento con cui l’Ufficio rilevava, per l’anno di imposta 2004, costi non deducibili o non di competenza, e la rettifica di perdite su crediti.

Il 15 luglio 2009 la società presentava istanza di accertamento con adesione, procedura che si concludeva il 20 novembre 2009 con esito negativo.

Quindi, il 30 novembre 2009 il contribuente impugnava l’avviso di accertamento davanti alla CTP di Milano, che dichiarava però il ricorso tardivo, ritenendo che il termine di sessanta giorni per impugnare l’avviso, anche considerando la sospensione per l’accertamento per adesione, fosse ormai decorso, sul presupposto che la sospensione dei termini della procedura di adesione, di cui al D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 6, comma 3, non si cumulasse con la sospensione feriale degli stessi, di cui all’art.1, della L. n. 742 del 1969.

La società impugnava la sentenza, e la CTR della Lombardia…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it