Firma digitale irregolare, ricorso valido

La firma digitale irregolare non inficia la validità del ricorso che è da ritenersi comunque ammissibile. Lo sostengono i giudici tributari secondo i quali il carente rispetto delle regole tecniche non determina inammissibilità del ricorso. Il ricorso è valido a meno che non manchi materialmente la sottoscrizione o questa non sia desumibile da altri elementi dell’atto.

Firma digitale irregolare ricorso validoIl ricorso sottoscritto con firma digitale irregolare costituisce una mera irregolarità che, in quanto tale, non inficia la validità dell’atto.

La normativa in materia non prevede una espressa sanzione di inammissibilità del ricorso nel caso di carente rispetto della regolamentazione tecnica (firma digitale), risultando comunque l’onere probatorio a carico dell’Amministrazione finanziaria (CTP Reggio Emilia n. 164/2020).

(Per approfondire…La firma digitale nel processo tributario” di Giovambattista Palumbo)

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Normativa del PTT

Il decreto direttoriale 4 agosto 2015 ha fissato le regole tecniche concernenti il deposito del ricorso e la costituzione in giudizio nell’ambito del processo tributario telematico, previa notifica a mezzo Pec.

Tale decreto ha reso di fatto operativo le disposizioni del Decreto Ministeriale n. 163/2013, avente ad oggetto il Regolamento in materia di strumenti informatici e telematici nel processo tributario

Il decreto ministeriale, in particolare, contiene le regole tecnico-operative riguardanti la registrazione al Sigit (sistema informativo della giustizia tributaria), le notificazioni e comunicazioni, la costituzione in giudizio, formazione e consultazione del fascicolo, il deposito degli atti e il pagamento del contributo unificato tributario, da eseguirsi secondo le disposizioni contenute nel DPR n. 115/2002.

Per quanto attiene la costituzione in giudizio, il ricorrente trasmette al Sigit il ricorso, la ricevuta PEC attestante l’avvenuta notifica dello stesso, la procura alle liti.

La documentazione comprovante il pagamento del contributo unificato tributario e gli eventuali allegati, previo inserimento dei dati richiesti dal sistema per l’iscrizione a ruolo.

Con le stesse modalità dovranno essere trasmessi gli atti successivi alla costituzione in giudizio (art. 7 Decreto Direttoriale).

Per la parte resistente la costituzione in giudizio viene operata con la trasmissione degli atti e dei documenti al Sigit da parte del professionista; il sistema informativo, in seguito alla trasmissione, rilascia la ricevuta di accettazione contenente il numero, data e ora della trasmissione degli atti (art 8 Decreto Direttoriale).

E’ previsto che il difensore deve apporre la propria firma digitale sia sul ricorso che sulla delega.

Per la delega, se il ricorrente ha la firma digitale, è sua facoltà firmare digitalmente la delega predisposta dall’avvocato difensore.

Nel caso in cui il contribuente non abbia la firma digitale, la delega va sottoscritta con firma autografa, regolarmente autenticata dal difensore e poi scansionata.

Il file della scansione deve poi essere firmato digitalmente dal difensore e allegato al ricorso.

E’ bene ricordare che l’art. 16 disciplina le modalità di notificazione degli atti tributari “cartacei”, stabilendo che dette notifiche avvengano secondo gli artt. 137 e ss del c.c. 

Il successivo 16 bis disciplina, invece, le notificazioni telematiche che devono essere poste in essere secondo le regole del D.M. n. 163/2013. In altri termini, se il processo è telematico, con scelta operata in primo grado dal contribuente, le notifiche avvengono secondo quanto previsto dall’art. 16 bis e, quindi, secondo il decreto n. 163/2013.

Mentre se il  processo è cartaceo, le notificazioni devono avvenire secondo il dettato dell’art. 16, dunque secondo gli artt. 137 e seguenti del Cpc, oppure a mezzo del servizio postale a mezzo raccomandata A/R.

 

Il caso in esame

Nella fattispecie in esame la società, esercente attività di costruzione di edifici residenziali e non, ha proposto ricorso avverso l’avviso di accertamento con cui l’ufficio finanziario ha contestato l’emissione di fatture emesse a fronte di operazioni inesistenti.

La società ha eccepito l’illegittimità degli atti impositivi sul presupposto…

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