Formalità per la richiesta delle agevolazioni prima casa

Dalla Cassazione arrivano alcuni importanti chiarimenti circa le formalità richieste dal contribuente per l’accesso alle agevolazioni prima casa. Approfondiamo in questo contributo…

richiesta agevolazioni prima casaLa Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 5349 del 27/02/2020, ha chiarito alcuni rilevanti concetti in tema di formalità che il contribuente può e deve adempiere per poter accedere alle agevolazioni prima casa.

(Per approfondire leggi “Agevolazioni prima casa: non vale la dimora abituale” di Gianfranco Antico)

 

Inapplicabilità agevolazioni prima casa: il caso di studio

Nel caso di specie, il contribuente ricorreva per la cassazione della sentenza con la quale la Commissione Tributaria Regionale aveva accolto l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate, stabilendo, in riforma della decisione di primo grado, l’inapplicabilità delle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa, in quanto il contribuente non aveva «reso la dichiarazione di sussistenza dei requisiti agevolativi con atto autenticato davanti ad Autorità diversa da quella che aveva redatto il provvedimento giudiziario».

Il ricorrente eccepiva, in particolare, violazione di legge con riferimento al Dpr. n. 445 del 2000, artt. 46 e 47, al Dl. n. 12 del 1985, art. 2, conv. in L. n. 118 del 1985, e alla L. n. 168 del 1982, art. 1, c. 6, deducendo, in sintesi, che, una volta conseguito il trasferimento dell’immobile con sentenza (ai sensi dell’art. 2932 cod. civ.), era possibile rendere la dichiarazione prescritta dal Dpr. n. 131 del 1986, art. 1, nota II bis, della tariffa prima, nella forma della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, laddove, erroneamente, la CTR aveva invece basato la propria decisione su di una prescrizione (indicata in una Risoluzione della medesima Agenzia, la n. 370/E del 3 ottobre 2008), che imponeva la forma (non necessaria) della dichiarazione integrativa «con atto autenticato».

Il contribuente rilevava inoltre, a tal proposito, come agli atti di prassi dell’Agenzia delle Entrate non potesse riconoscersi alcuna efficacia normativa (e men che meno retroattiva).

 

Formalità richieste per le agevolazion prima casa: il parere della Cassazione

Secondo la Suprema Corte le censure erano fondate.

Evidenziano infatti i giudici di legittimità che, in effetti, la (pur stringata) formulazione delle ragioni poste a fondamento della pronuncia impugnata evocava il contenuto di prescrizioni di prassi formulate dall’Agenzia delle Entrate con riferimento a quelle fattispecie che, pur connotate dal difetto di un atto pubblico di compravendita (al cui interno collocare le dichiarazioni prescritte dal Dpr. n. 131 del 1986, tariffa prima, art. 1, nota II bis), fossero comunque riconducibili al novero delle agevolazioni in questione (v. le Risoluzioni n. 90/E, del 17 ottobre 2014, e n. 370/E, del 3 ottobre 2008; v., altresì, le Circolati n. 38/E, del 12 agosto 2005, e n. 267, del 16 ottobre 1997).

In tali provvedimenti di prassi, rileva la Corte, si allude infatti alla necessità di un atto integrativo (della pronuncia giudiziale ad effetti traslativi), da rendere nella forma della «dichiarazione autenticata nelle firme, da autorità anche diversa da quella che aveva redatto il provvedimento giudiziario, da allegare al provvedimento stesso nelle more della sua registrazione».

 

Valenza della richiesta del compratore

La Cassazione, nel respingere la legittimità di tale interpretazione “restrittiva”, con riferimento alla dichiarazione prescritta dalla nota II bis, cit., che riguarda la volontà del contribuente di fruire dell’agevolazione dichiarando di volersi stabilire nel Comune dove si trova l’immobile, di non esser titolare esclusivo o in comunione col coniuge di altri diritti reali su immobili siti nello stesso comune e di non avere già fruito dei medesimi benefici, evidenzia peraltro di aver già in passato precisato che «non è prevista alcuna formalità alternativa alla richiesta formulata dal compratore nell’atto di acquisto» (così Cassazione, 12 febbraio 2009, n. 3449; v., altresì, Cass., 4 ottobre 2006, n. 21379) e che, in relazione alla fattispecie (connotata dal difetto di un atto pubblico di…

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