COVID-19: nuova liquidità con i finanziamenti soci e maggiore patrimonializzazione con la loro rinuncia

In questo momento di emergenza sanitaria, i soci hanno a disposizione nuove modalità per apportare le risorse finanziarie necessarie alla vita dell’azienda. In questo articolo analizziamo le norme che rendono meno onerosi i finanziamenti soci sia in fase di erogazione e che agevolano l’eventuale rinuncia al rimborso.

liquidità finanziamenti sociNecessità di liquidità: gli interventi per agevolare i finanziamenti da parte dei soci

In questo momento di emergenza sanitaria, le imprese hanno necessità di liquidità ed il legislatore ha inserito delle norme che possono agevolare i soci ad apportare le risorse finanziarie.

Ad esempio, ai sensi dell’art. 8 del DL 23/2020 c.d. “Liquidità”, è previsto che ai finanziamenti effettuati a favore della società dalla data di entrata in vigore del decreto (9 aprile 2020) e sino alla data del 31 dicembre 2020 non si applicano gli artt. 2467 c.c. (Postergazione dei Ai finanziamenti effettuati a favore della società dalla data di entrata in vigore del decreto e sino alla data del 31.12.20 non si applicano gli artt. 2467 c.c. (Postergazione dei finanziamenti dei soci) e 2497 quinquies c.c. (Finanziamenti nell’attività di direzione e coordinamento).

Ne consegue dunque che, per i finanziamenti effettuati in quell’arco temporale dai soci della società o da chi esercita l’attività di direzione e coordinamento della società, non opereranno i principi di postergazione del loro rimborso rispetto al soddisfacimento degli altri creditori della società.

La previsione normativa intende disinnescare la disciplina sostanzialmente sanzionatoria dei finanziamenti concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell’indebitamento rispetto al patrimonio netto oppure in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento.

L’applicazione dei meccanismi normativi è, infatti, reputata eccessivamente disincentivante a fronte di un quadro economico che necessita, invece, di un maggior coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento.

 

DL Liquidità: sospensione del principio di postergazione

Di conseguenza, a prescindere dalla situazione economico-finanziaria delle società, per i finanziamenti erogati dai soci in questo arco temporale, il relativo rimborso non è postergato rispetto alla soddisfazione degli altri creditori e resta fermo anche se avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento della società.

Lo stesso DL “Liquidità”, all’art. 6, ha previsto che, nel periodo compreso tra il 9 aprile 2020 e il 31 dicembre 2020, non trovano applicazione gli artt. 2446 co. 2 e 3, 2447, 2482-bis co. 4, 5 e 6 e 2482-ter c.c. “per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta data”.

Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli artt. 2484 co. 1 n. 4) e 2545-duodecies c.c.

La norma mira ad evitare che la perdita del capitale, dovuta alla crisi da COVID-19 e verificatasi nel corso degli esercizi chiusi al 31 dicembre 2020, ponga gli amministratori di un numero elevatissimo di imprese nell’alternativa tra l’immediata messa in liquidazione e il rischio di esporsi alla responsabilità per gestione non conservativa ai sensi dell’art. 2486 c.c..

Malgrado quest’ultima disposizione permetta di evitare di fare operazioni obbligatorie sul capitale, potrebbe esserci, comunque, un interesse della società, affinchè i soci rinuncino ai loro crediti nei confronti della stessa.

E questa decisione potrebbe avere anche dei risvolti tributari.

Tra i vantaggi, vi sarebbe quello, per la società, di incrementare la base ACE, le cui eccedenze pregresse possono essere utilizzate per la trasformazione in crediti d’imposta in caso di cessione di crediti NPL ai sensi dell’art. 55 del DL 18/2020 c.d. “Cura Italia”.

 

Il quadro normativo

In merito alla normativa che riguarda le rinunce di crediti nei confronti delle partecipate da parte dei soci, si ricorda che recentemente vi sono state delle modifiche alla relativa normativa.

Infatti, il comma 4-bis dell’articolo 88 del TUIR, inserito dall’articolo 13 del decreto legislativo 14…

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