Ammortizzatori sociali e IBAN non corretto

Cosa succede se l’IBAN del conto corrente per ricevere la cassa integrazione non è corretto?
L’INPS comunica con un apposito Messaggio quale sarà l’iter “emergenziale” per gestire i numeri IBAN non corretti oppure non intestati alla persona che deve effettivamente percepire i trattamenti di integrazione salariale.

ammortizzatori sociali e iban non correttoIl pagamento diretto delle prestazioni di integrazione salariale: il caso del codice Iban non corretto

Come noto, le prestazioni di integrazione salariale per i lavoratori colpiti dal calo produttivo durante l’emergenza Covid-19 può essere effettuato con la modalità del pagamento diretto, inserendo l’IBAN del soggetto interessato dal trattamento in oggetto nel Modello SR41/43 che viene inoltrato direttamente dal datore di lavoro all’INPS.

Già il Messaggio INPS n. 1508 del 6 aprile 2020 aveva chiarito che è stato eliminato l’obbligo di firma sul Modello in esame e ha fornito specifiche istruzioni anche per la gestione dei controlli sul conto corrente di accredito del trattamento, in particolare, rimandando alla Circolare n. 48 del 29 marzo 2020.

In estrema sintesi, l’abolizione da parte dell’INPS dei modelli “AP03”, “AP04”, “SR163”, “SR185” e quindi il superamento delle operazioni di validazione dei c/c presso gli istituti bancari e Poste Italiane, ha comportato una nuova modalità di controllo degli IBAN dei soggetti, con l’avvento di uno scambio telematico di dati tra l’Istituto Previdenziale e gli Istituti bancari/Poste Italiane.

Ma può capitare che l’IBAN di accredito non sia corretto, oppure ancora che sia intestato a soggetto diverso da quello al quale spetta la prestazione; cosa succede in questi casi?

La casistica viene trattata dal Messaggio INPS n. 1904 del 7 maggio 2020.

 

Il procedimento di controllo

A partire dal 10 aprile 2020, l’INPS prima di accreditare una prestazione deve effettuare un controllo telematico per verificare la correttezza dell’IBAN di accredito e i dati dell’intestazione/cointestazione del conto corrente, per verificare che coincidano con quelli de percettore della prestazione.

Ma numerosi sono stati i casi nei quali non c’è corrispondenza tra codice fiscale del beneficiario della prestazione, o anche i casi nei quali l’IBAN risulta addirittura errato, con conseguenti ritardi (necessità da parte dell’Istituto di richiedere all’azienda o all’intermediario di verificare ed effettuare una correzione dei dati) nella corresponsione della cassa integrazione e di altri trattamenti di integrazione salariale.

 

Cosa succede in caso di IBAN non corretto durante l’emergenza Covid

Allo scopo di semplificare e snellire la procedura di accreditamento, consentendo all’Istituto di velocizzare le procedure e valutare più domande, e altresì per garantire al lavoratore la percezione delle somme dell’integrazione salariale nel più breve tempo possibile, in presenza degli errori suddetti si effettuerà il pagamento attraverso l’utilizzo del bonifico domiciliato.

Ciò significa che in caso di IBAN non corretti o non validati dai circuiti di banche/Poste, l’Istituto annullerà l’IBAN non corretto e valorizzerà invece l’erogazione della prestazione mediante pagamento con bonifico domiciliato presso Poste Italiane.

 

Gli step in caso di codice IBAN non corretto

L’INPS a questo punto dispone un bonifico domiciliato presso Poste Italiane (senza l’IBAN quindi), e il lavoratore (anche non correntista Poste Italiane) riceverà un SMS di notifica del pagamento e poi la comunicazione di liquidazione inviata da POSTEL al suo indirizzo di residenza/domicilio (quello comunicato dal datore di lavoro nel Mod. SR41/SR43).

A questo punto il lavoratore potrà recarsi in una filiale qualsiasi di Poste Italiane munito di:

  • documento di identità in corso di validità;
  • codice fiscale.

Fatto questo, sarà possibile riscuotere l’integrazione salariale spettante.

 

Cosa fare se non si riceve la comunicazione da POSTEL

Se il lavoratore non riceve l’accredito e nemmeno la comunicazione di POSTEL, a questo punto bisognerà accedere sul sito internet INPS e seguire questo percorso:

  • Ricerca servizio > Fascicolo previdenziale del cittadino > Accedere con le credenziali INPS/SPID/CNS/CIE > Menu laterale “Prestazioni” >…
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