Arretrati al dipendente a seguito di sentenza del Tribunale: tassazione separata

Sono assoggettate a tassazione separata dal sostituto d’imposta le retribuzioni arretrate versate, con sentenza del tribunale, dal datore di lavoro a docenti non di ruolo impiegati all’estero, nell’ipotesi in cui la pronuncia non faccia alcun riferimento alla non applicazione delle ritenute fiscali.
Nell’articolo analizziamo le modalità di compilazione del Quadro RM del Modello redditi 2020

Arretrati al dipendenteL’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 24/E, del 5 febbraio 2020, fornisce interessanti chiarimenti in merito alle modalità di tassazione di importi corrisposti da una amministrazione dello Stato, condannata al pagamento degli arretrati al dipendente, nello specifico di emolumenti in favore di docenti non di ruolo impiegati all’estero.

 

Arretrati al dipendente a seguito di sentenza del Tribunale: il dubbio

Come anticipato, il soggetto istante (si tratta di una pubblica amministrazione) è stato condannato dal Tribunale al pagamento di emolumenti arretrati in favore di personale docente non di ruolo impiegato all’estero.

Trattasi, nello specifico, di insegnanti assunti con contratti a tempo determinato, non più in servizio.

Al fine di poter liquidare le predette somme, il soggetto istante afferma di aver chiesto l’aliquota media IRPEF alle controparti, le quali, tramite il proprio avvocato, avrebbero obiettato che, alla luce di alcune pronunce della Corte di Cassazione, il datore di lavoro condannato al pagamento di arretrati al dipendente retributivi, a qualsiasi titolo, deve corrispondere al lavoratore le somme al lordo e non al netto delle ritenute .

Il soggetto istante chiede di sapere se:

  • sia corretto applicare l’imposta di cui all’articolo 17, comma 1, lettera b), del DPR 917/86 cd. TUIR, sui compensi liquidati in esecuzione delle sentenze a favore dei docenti a tempo determinato non più in servizio presso l’Amministrazione;
     
  • debba chiedere ai docenti interessati l’aliquota media in applicazione delle regole della tassazione separata previste dall’articolo 21 del citato TUIR;
     
  • possa applicare agli arretrati l’aliquota stabilita per il primo scaglione di reddito vigente per l’anno in cui si deve determinare l’imposta, qualora non riesca a conoscere l’aliquota media dei singoli docenti.

 

Il quadro RM del modello redditi persone fisiche 2020: cenni sulla tassazione separata

Nel quadro RM del modello redditi persone fisiche 2020 devono essere indicati i redditi soggetti a tassazione separata indicati nell’art. 7, comma 3, art. 15, comma 1, lett. f), e art. 17 del TUIR, nonché alcuni redditi di capitale percepiti all’estero, ai quali si applica la disposizione dell’art. 18 del TUIR, i redditi di capitale di cui all’art. 4, del d.lgs. 1° aprile 1996, n. 239, sui quali non è stata applicata l’imposta sostitutiva, i valori dei terreni di cui all’art. 67, comma 1 lett. a) e b) del TUIR rideterminati ai sensi dell’art. 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002,n. 282, e successive modificazioni, i valori dei beni sequestrati da parte del curatore giudiziario, i compensi da lezioni private e ripetizioni sui quali è applicata l’imposta sostitutiva e i redditi per i quali è possibile esercitare l’opzione prevista dall’art. 24-ter del TUIR.

Relativamente ai redditi, alle indennità ed alle plusvalenze da indicare nel quadro RM del modello redditi persone fisiche 2020 occorre tenere presente il diverso trattamento tributario agli stessi applicabile a seconda che siano o meno conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali:

  • se percepiti nell’esercizio di imprese commerciali, i redditi, le indennità e le plusvalenze sono di regola assoggettati a tassazione ordinaria.
    Il contribuente può richiedere la tassazione separata degli stessi nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale sarebbero imputabili come componenti del reddito di impresa, dichiarando in questo quadro l’ammontare conseguito o imputato nell’anno in cui avviene il conseguimento o l’imputazione;
     
  • se percepiti al di fuori dell’esercizio di imprese commerciali (ad esempio, se percepiti da collaboratori di imprese familiari o dal coniuge di azienda coniugale non gestita in forma societaria), i redditi, le indennità e le plusvalenze sono di regola assoggettati a tassazione separata e devono essere indicati in questo quadro, nella dichiarazione dei…
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