Dichiarazione integrativa e istanza di rimborso: doppia possibilità per il credito d’imposta

In caso di errori nella dichiarazione dei redditi il credito di imposta può essere richiesto dal contribuente con la dichiarazione integrativa o con istanza di rimborso.
La correzione o la ritrattazione contenuta nella dichiarazione integrativa e l’istanza di rimborso sono due opzioni concorrenti e non alternative che l’ordinamento giuridico tributario riconosce al contribuente.

Dichiarazione integrativa e istanza di rimborsoDichiarazione integrativa e istanza di rimborso sono oggetto di discussione del caso emerso dalla sentenza della Cassazione che andiamo ad esaminare, la n. 19002 del 16/07/2019.

 

Dichiarazione dei redditi: natura giuridica

La dichiarazione fiscale è una mera esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in virtù di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati indicati, per cui il contribuente, nel rispetto delle norme fissate dalla Costituzione, può correggere la dichiarazione allegando errori, di fatto o di diritto, commessi durante la redazione della stessa ed incidenti sull’obbligazione tributaria, con il fine di potersi opporre alla maggiore pretesa tributaria dell’amministrazione.

Tale principio ammette che la possibilità di emendare la dichiarazione a seguito di errori può essere esercitabile, non solo nei limiti delle norme sulla riscossione delle imposte ovvero del regolamento per la presentazione delle dichiarazioni, ma anche in giudizio allorché l’ufficio finanziario proceda con iscrizione a ruolo a seguito di controllo automatizzato.

La dichiarazione dei redditi non ha natura di atto negoziale e dispositivo, quindi, ma contiene una esternazione di scienza e di giudizio, modificabile in ragione dell’acquisizione di nuovi elementi di conoscenza e di valutazione sui dati riferiti, e costituisce un momento dell’iter procedimentale volto all’accertamento dell’obbligazione tributaria (Cass. n. 2226/2011)

 

Dichiarazione integrativa e istanza di rimborso: le soluzioni possibili

L’art. 2, commi 8 e 8 bis, del Dpr n. 322/1998 prevede la possibilità per il contribuente di integrare la dichiarazione dei redditi, valevole anche per le dichiarazioni Irap e dei sostituti d’imposta e per l’imposta sul valore aggiunto.

In tema di rimborso di versamenti diretti, l’art. 38 del Dpr n. 602/1973 stabilisce che il soggetto che ha eseguito il versamento può presentare al competente ufficio (territoriale) dell’Agenzia delle entrate l’istanza di rimborso entro il termine di 48 mesi dalla data del versamento stesso, nel caso di errore materiale, duplicazione ed inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento.

 

Istanza di rimborso per somme versate in eccedenza: il caso di studio

Nella fattispecie in esame, la società contribuente, esercente attività di produzione di filati di vetro per lavorazioni industriali, a seguito della cessazione dell’attività,  presentava istanza dl rimborso per imposte versate in eccedenza ex art. 38 del Dpr. n. 602/1973.

La società, a seguito di silenzio-rifiuto dell’Agenzia delle entrate, impugnava il diniego dinanzi al giudice tributario.

In primo grado la CTP ha accolto il ricorso, mentre i giudici di appello non hanno riconosciuto i presupposti per una domanda di rimborso in quanto la società non aveva presentato alcuna dichiarazione integrativa.

La società ha proposto ricorso per cassazione eccependo che la mancata presentazione della dichiarazione integrativa potesse precludere il diritto al rimborso dietro la presentazione di una specifica istanza.

La Corte ha ritenuto che, in caso di errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi, la dichiarazione integrativa può essere presentata non oltre il termine dell’anno successivo (art. 43 Dpr n. 600/73), portando in compensazione il credito risultante.

E’ possibile per il contribuente richiedere il rimborso entro 48 mesi dal versamento e opporsi in giudizio alla maggior pretesa.

La dichiarazione integrativa viene ad unirsi con l’originaria dichiarazione presentata, modificando “ora per allora” le voci reddituali indicate.

Gli errori od omissioni in danno del contribuente possono essere rettificati entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, compensando l’eventuale credito risultante.

Il diverso campo applicativo delle norme in materia di accertamento (Dpr n.600/73 e Dpr n. 322/1998) da…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it