Processo verbale di constatazione e motivazione per relationem

Ritorniamo su un dibattuto aspetto della giurisprudenza tributaria: il rapporto tra il processo verbale di constatazione e l’avviso di accertamento conseguente e l’annosa questione della motivazione per relationem

Processo verbale di constatazione e motivazione per relationemLegittimità dell’avviso di accertamento motivato per relationem ad un processo verbale di constatazione

 

La Cassazione, in tema di processo verbale di constatazione, ha ricordato (Cass. civ., Sez. v, 14 gennaio 2015, n. 449) come:

 

“laddove l’avviso di accertamento richiami un verbale di constatazione regolarmente notificato al contribuente, che a sua volta rinvii ad ulteriori processi verbali redatti a carico di altri soggetti non notificati al contribuente, non si ha nullità dell’accertamento tributario, se gli atti notificati contengano comunque gli elementi necessari ad individuare la pretesa tributaria, a prescindere dalla materiale allegazione degli atti ulteriori (Cass., n. 12394/02).

Analogamente, si ritiene legittimo l’avviso di accertamento motivato per relationem ad un processo verbale di constatazione riferito a documenti rinvenuti presso terzi, se essi siano resi conoscibili al contribuente tramite allegazione o riproduzione del contenuto nel processo verbale rifatti, in base al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, comma 3 (così come, in materia di imposte dirette, al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. c), l’Ufficio può procedere ad accertamento – a prescindere dalla previa ispezione presso il contribuente – qualora l’esistenza di operazioni imponibili risulti da verbali relativi ad ispezioni eseguite nei confronti di altri contribuenti nonché da altri atti e documenti in suo possesso; ciò in coerenza con la disciplina sull’istruttoria e sulla motivazione degli atti impositivi (D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 32 e 33; D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 51 e 52), che consente all’Amministrazione Finanziaria anche di avvalersi dell’attività di altri organi a fondamento dell’esercizio della potestà impositiva (Cass. n. 13486/2009)”.

 

Nel caso di specie, dalla lettura dell’avviso di accertamento, si evincono chiaramente e senza incertezze il contenuto delle contestazioni ricavate dall’esame della contabilità dell’impresa, onde l’individuazione della pretesa tributaria rimane agevole e relativa al conseguimento di ricavi, dedotti dalla emissione di fatture, mai dichiarati.

 

L’appello va accolto e la sentenza di primo grado riformata

 

In altro procedimento correttamente il ricorrente ha infatti sostenuto, da un lato, che non vi era l’obbligo di allegare all’accertamento il pvc, peraltro nella specie già notificato alla parte, bensì solo di richiamarlo nei suoi tratti essenziali, al fine della validità della motivazione per relationem, come peraltro espressamente previsto dall’art. 11, comma 5 bis della legge n. 374 del 1990, completamente ignorata dalla sentenza impugnata, che riguardava specificamente l’accertamento in materia doganale, e, da altro lato, che dall’avviso di pagamento risultava testualmente, in primo luogo, e quindi una motivazione completa, basata su atti notificati e conosciuti dalla parte.

E’ principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte, cui si ritiene di dare continuità in questa sede, quello per cui, in tema di avviso di accertamento, la motivazione “per relationem” con rinvio alle conclusioni contenute nel verbale redatto dalla Guardia di Finanza nell’esercizio dei poteri di polizia tributaria, non è illegittima per mancanza di autonoma valutazione da parte dell’Ufficio degli elementi da quella acquisiti, significando semplicemente che l’Ufficio stesso, condividendone le conclusioni, ha inteso realizzare una economia di scrittura che, avuto riguardo alla circostanza che si tratta di elementi già noti al contribuente, non arreca alcun pregiudizio al corretto svolgimento del contraddittorio (Cass. Sez. 5-, Sentenza n. 32957 del 20/12/2018).

Così come è consolidato quello per cui non è necessario allegare all’accertamento un atto già notificato alla parte, essendo sufficiente in tal caso richiamarlo, poichè l’art. 7, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, nel prevedere che debba essere allegato all’atto dell’Amministrazione…

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