Le sanzioni applicabili alle fatture scartate

Il mancato invio della fattura è assimilabile alla mancata emissione della stessa. Si ha mancata fatturazione anche nel caso in cui non vengano rispettati i termini essenziali di fatturazione o di registrazione.
Si esamina il tema delle sanzioni nelle quali si incorre in caso di scarto delle fatture o al manifestarsi di determinate violazioni o omissioni.

sanzioni applicabili alle fatture scartateEmissione della fattura

 

L’articolo 21, comma 1, del DPR 633/1972 stabilisce che una fattura è emessa «all’atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente» pertanto il mancato invio della fattura è assimilabile alla mancata emissione della stessa. 

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30.04.2018, attuando l’articolo 1 del D.lgs. 127/2015 e da ultimo aggiornato con il provvedimento AdE prot. n. 164664 del 30.05.2019, stabilisce che:

 

«La fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse».

 

La C.M. 23/1999 aveva già precisato che si verifica comunque una mancata fatturazione anche nel caso in cui non vengano rispettati i termini essenziali di fatturazione o di registrazione.

 

Mancato o tardiva emissione di fatture: sanzioni collegate

 

Con queste premesse, si comprende come nel caso in cui un lotto di fatture elettroniche venga scartato dallo Sdi, si debba applicare l’articolo 6 D.lgs. 471/1997, rubricato “Violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all’imposta sul valore aggiunto”.

Tale articolo ha l’obiettivo di regolamentare le sanzioni collegate a tutte le omissioni o irregolarità compiute prima della presentazione della dichiarazione.

La mancata o tardiva emissione della fattura, nei termini previsti dalla legge, fa scattare l’applicazione di una sanzione amministrativa, per ogni singola violazione commessa, che va dal 90 al 180% dell’imposta relativamente all’imponibile non documentato, con un minimo di 500 euro.

Invece nel caso in cui la violazione non abbia influito sulla corretta determinazione del tributo, la stessa è irrogata da un minimo di 250 ad un massimo di 2.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate, ha poi chiarito con il principio di diritto n. 23 del 11.11.2019, che il contribuente ha la possibilità di beneficiare, in modo alternativo e non cumulativo, dell’istituto del concorso di violazioni e continuazioni (art. 12 del D.lgs. 472/1997) o del ravvedimento operoso (art. 13 del D.lgs. 472/1997).


Esempio

 

Per fare un esempio pratico, nel caso in cui lo Sdi scarti un numero consistente di fatture, sarà conveniente per il contribuente valutare come prima scelta l’opzione del cumulo giuridico e solo successivamente, in modo comunque alternativo, all’istituto del ravvedimento operoso.


Infine, l’articolo 10, comma 1 del D.L. 119/2018 ha stabilito che, per il primo semestre 2019, le suddette sanzioni non si applicano se la fattura elettronica è stata emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’Iva relativa all’operazione documentata.

Se invece la fattura viene emessa entro il termine previsto per la liquidazione Iva del periodo successivo, la sanzione è ridotta dell’80%.

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A cura di Gianfranco Costa e Alberto De Stefani

Lunedì 16 dicembre 2019

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