INI-PEC: i principi enunciati dalla Cassazione ed il Processo Tributario Telematico

Con due recenti sentenze rese in materia civile la Corte di cassazione sembrava aver messo in discussione la valenza dell’INI-PEC ai fini delle notifiche. Succesivamente la stessa Corte ha modificato il proprio orientameto il 15 Novembre.
Nel processo tributario telematico, una corretta analisi dei principi e della normativa, porta ad escludere che possa utilizzarsi una PEC diversa da quella censita nell’INI-PEC anche per la notifica del ricorso.

La Corte di cassazione e le sentenze sull’INI- PEC

Con due sentenze rese in materia civile la Corte di cassazione sembrava aver messo in discussione la valenza dell’INI-PEC ai fini delle notifiche.

A seguito delle segnalazioni e critiche ricevute, la Cassazione, rilevando l’esistenza di un errore nell’ordinanza n. 24160 del 27 settembre 2019, ha proceduto con l’ordinanza n. 29749 del 15 novembre 2019, a correggere materialmente la pronuncia, sostituendone il testo nella parte in cui negava l’attendibilità dell’INI-PEC.

Nel dettaglio, l’errore materiale interessava la parte in cui l’ordinanza, pur assumendo l’ “inidoneità soggettiva” del registro INI-PEC da giustificarsi con esclusivo riferimento alla qualità del soggetto destinatario della notifica – un magistrato del Tribunale di Firenze -, ha poi riferito l’inidoneità al registro INI-PEC nella sua oggettività, indicandolo espressamente come “dichiarato non attendibile”, rifacendosi sul punto alla sentenza 28 febbraio 2019, n. 3709.

 

La Cassazione ha chiarito in sede di correzione che

l’affermazione generica della inattendibilità di quello che si definisce elenco INI-PEC quale obiter dictum che, sebbene all’apparenza appoggiato la precedente, isolato n. 3709, non è suscettibile di mettere in discussione il principio enunciato dalla S.U. n. 23620/2018”.

 

In sostanza, con l’ordinanza n. 24160 si voleva dire che le due notificazioni indirizzate al magistrato come asseritamente domiciliato presso i due indirizzi PEC relativi al Tribunale di Firenze avevano riguardato indirizzi non riferibili al magistrato stesso.

Infatti “La notifica ad un magistrato” afferma la Corte nell’ordinanza di correzione “non si comprende come possa validamente essere effettuata presso l’indirizzo di posta elettronica della Cancelleria dell’immigrazione o presso l’ufficio del protocollo del Tribunale di appartenenza sul presupposto di una inesistente elezione di domicilio da parte del magistrato ai sensi dell’art. 141 c.p.c., comunque in alcun modo è configurabile ai sensi di tale norma.”

Una questione ben diversa rispetto all’affermazione secondo cui la notifica “è nulla, restando del tutto irrilevante la circostanza che detto indirizzo risulti dall’l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC)”, contenuta nella sentenza n. 3709 del 28 febbraio 2019.

Quest’ultima sentenza, come l’ordinanza dello scorso settembre oggetto di correzione, era stata oggetto di aspre critiche dal mondo forense posto che sia l’art. 16 ter che l’art. 16 sexies Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, afferente la Giustizia digitale, citano sia il registro INI-PEC che il Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGindE) gestito dal Ministero della giustizia in tema di notifiche e domicilio digitale.

 

INI-PEC e processo tributario telematico

Come si inserisce tutto questo nell’ambito del processo tributario telematico, diventato obbligatorio dallo scorso 1° luglio?

Le sentenze sopra citate dimesse in ambito civile che avevano sminuito la valenza dell’INI-PEC avevano portato taluni a dubitare, prima della correzione, e all’indomani dell’obbligatorietà del processo telematico, che l’indirizzo da utilizzarsi per le notifiche degli atti introduttivi nel processo tributario fosse quello censito nell’INI-PEC.

notifiche ini pec cassazione

Andando al di là delle dissertazioni secondo cui, a stretto rigore, gli atti del processo tributario non rientrerebbero tra gli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale di cui all’art. 16 ter Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, sebbene detto Decreto Legge sia espressamente citato nelle premesse del Decreto Ministeriale 23 dicembre 213, n. 163, il Regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario, non si può tacere, e dimenticare, lo stretto legame che vi è tra il processo tributario ed…

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