INI-PEC: i principi enunciati dalla Cassazione ed il Processo Tributario Telematico

di Valeria Nicoletti

Pubblicato il 10 dicembre 2019

Con due recenti sentenze rese in materia civile la Corte di cassazione sembrava aver messo in discussione la valenza dell’INI-PEC ai fini delle notifiche. Succesivamente la stessa Corte ha modificato il proprio orientameto il 15 Novembre.
Nel processo tributario telematico, una corretta analisi dei principi e della normativa, porta ad escludere che possa utilizzarsi una PEC diversa da quella censita nell’INI-PEC anche per la notifica del ricorso.

La Corte di cassazione e le sentenze sull’INI- PEC

Con due sentenze rese in materia civile la Corte di cassazione sembrava aver messo in discussione la valenza dell’INI-PEC ai fini delle notifiche.

A seguito delle segnalazioni e critiche ricevute, la Cassazione, rilevando l’esistenza di un errore nell’ordinanza n. 24160 del 27 settembre 2019, ha proceduto con l’ordinanza n. 29749 del 15 novembre 2019, a correggere materialmente la pronuncia, sostituendone il testo nella parte in cui negava l’attendibilità dell’INI-PEC.

Nel dettaglio, l’errore materiale interessava la parte in cui l’ordinanza, pur assumendo l’ “inidoneità soggettiva” del registro INI-PEC da giustificarsi con esclusivo riferimento alla qualità del soggetto destinatario della notifica - un magistrato del Tribunale di Firenze -, ha poi riferito l’inidoneità al registro INI-PEC nella sua oggettività, indicandolo espressamente come “dichiarato non attendibile”, rifacendosi sul punto alla sentenza 28 febbraio 2019, n. 3709.

 

La Cassazione ha chiarito in sede di correzione che

l’affermazione generica della inattendibilità di quello che si definisce elenco INI-PEC quale obiter dictum che, sebbene all’apparenza appoggiato la precedente, isolato n. 3709, non è suscettibile di