Gli Indici della Crisi d'impresa: guida al calcolo degli indici di settore

Ecco una mini-guida per calcolare gli indici settoriali secondo le indicazioni elaborate dal CNDCEC a seguito della riforma del Codice della Crisi d’Impresa.
In particolare analizziamo: Indice di sostenibilità degli oneri finanziari; Indice di adeguatezza patrimoniale; Indice di ritorno liquido dell’attivo; Indice di liquidità; Indice di indebitamento previdenziale o tributario.

 

indici della crisi d'impresaQuesto approfondimento ha lo scopo di fornire una mini guida per il calcolo degli indici di settore secondo le indicazioni contenute nel documento predisposto dal CNDCEC ai sensi dell’art. 13 co. 2 del D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza – CCII) ancora in attesa di approvazione dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 

 

Gli Indici della Crisi d’Impresa elaborati dal CNDCEC

Per completezza, si rammentano tutti gli indici elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili:

  1. patrimonio netto negativo o, per le società di capitali, al di sotto del limite di legge;
     
  2. DSCR (Debt Service Coverage Ratio), a 6 mesi inferiore a 1;
     
  3. qualora non sia disponibile il DSCR, superamento congiunto delle soglie previste per i seguenti 5 indici:
     

    1. indice di sostenibilità degli oneri finanziari in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato;
       
    2. indice di adeguatezza patrimoniale, in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
       
    3. indice di ritorno liquido dell’attivo, in termini di rapporto da cash flow e attivo;
       
    4. indice di liquidità, in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine;
       
    5. indice di indebitamento previdenziale e tributario, in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo.

 

Si rammenta inoltre, come già trattato in un precedente articolo, che il sistema di indici deve essere applicato sulla base di una precisa sequenza gerarchica progressiva in cui, il superamento del valore soglia del primo indice (patrimonio netto negativo), rende ipotizzabile la presenza della crisi.

Viceversa, in assenza di superamento dei valori soglia del primo indice, si passa alla verifica del superamento del valore soglia del secondo indice (DSCR).

In alternativa, se tale indice non è disponibile o attendibile, si passa all’analisi congiunta dei valori soglia dei successivi 5 indici.

Nel caso in cui gli ultimi 5 indici superino i valori soglia, si rende ipotizzabile lo stato di crisi e quindi scatta, in capo all’organo di vigilanza, l’obbligo di segnalazione al nuovo organismo di composizione della crisi (OCRI).

 

 

Gli indici settoriali della crisi d’impresa

Soffermandoci sui cosiddetti indici settoriali, va preliminarmente ricordato che il loro utilizzo è alternativo al DSCR ed in particolare, vanno applicati quando quest’ultimo non è ritenuto attendibile dall’organo di controllo.

Come noto, il DSCR a sei mesi è un indice prospettico basato sulla stima dei flussi di cassa nei successivi sei mesi.

Se tali stime non sono ritenute sufficientemente affidabili, il CNDEC ha indicato in alternativa 5 indici “a consuntivo”, le cui soglie di allerta sono differenziate per 10 settori di attività.

Gli indici in questione sono i c.d. “indici di settore” che costituiscono il secondo gruppo di indici elaborati dal CNDCEC.

Pertanto, se il patrimonio netto è positivo, il capitale sociale è sopra il limite legale e il DSCR non è disponibile o affidabile, si adottano i seguenti 5 indici con soglie diverse a seconda del settore di attività, che devono allertarsi tutti congiuntamente:

  1. indice di sostenibilità degli oneri finanziari, in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato;
     
  2. indice di adeguatezza patrimoniale, in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
     
  3. indice di ritorno liquido dell’attivo, in termini di rapporto da cash flow e attivo;
     
  4. indice di liquidità, in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine;
     
  5. indice di indebitamento previdenziale e tributario, in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo.

 

 

Le soglie di allerta degli indici settoriali

Questi 5 indici hanno significato solo se contemporaneamente utilizzati mentre, ove isolatamente considerati, ognuno di essi fornisce…

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