Libro giornale e libro inventari: imposta di bollo senza la stampa su supporti cartacei

I registri contabili potranno essere conservati senza effettuare la stampa entro il termine di tre mesi decorrenti dalla scadenza prevista per l’invio della dichiarazione dei redditi. Ma l’imposta di bollo va comunque versata per la tenuta del libro giornale ed il libro degli inventari. Ecco in che misura occorrerà versare il bollo.

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Libro giornale e libro degli inventari: la conservazione dematerializzata e imposta di bollo

 

Imposta di bollo senza stampa cartacea registri: l’art. 12 octies del Decreto Crescita (nel modificare l’art. 7, comma 4 quater, D.L. n. 357/1994) ha esteso anche ai fini della tenuta dei libri contabili obbligatori per le imposte sui redditi, una rilevante semplificazione già applicabile ai registri obbligatori secondo la disciplina dell’Iva di cui al D.P.R. n. 633/1972.

Il libro giornale, il libro mastro, il libro dei beni ammortizzabili, il libro degli inventari e il libro recante le movimentazioni di magazzino potranno essere conservati senza effettuare la stampa entro il termine di tre mesi decorrenti dalla scadenza prevista per l’invio della dichiarazione dei redditi. 

I predetti libri potranno essere stampati a seguito della richiesta dei verificatori direttamente in sede di accesso, ispezione e verifica.

Tuttavia, l’imposta di bollo dovrà comunque essere assolta, con l’unica eccezione rappresentata dai libri aventi “valenza” fiscale.

La mancata stampa non fa venire meno l’obbligo di assolvere l’imposta di bollo laddove la legge lo preveda espressamente, quindi per il libro giornale ed il libro degli inventari.

 

Registri non stampati e principio del favor rei

 

La semplificazione trova applicazione, per i registri IVA, sin dal 6 dicembre 2017. Si è così posto il problema se la novella riguardasse anche il passato.

In particolare, il problema interessava tutti i contribuenti che avevano subito una verifica e, contestualmente all’accesso presso la sede, non sono stati in grado di esibire i registri Iva stampati.

L’Agenzia delle entrate ha fornito soluzione positiva nel corso del Telefisco 2018. 

Secondo l’Amministrazione finanziaria può essere applicato, ai sensi dell’art. 3, comma 2 del D.Lgs n. 471/1997 il principio del favor rei.

La disposizione citata così dispone:

“Salvo diversa previsione di legge nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile. Se la sanzione è già stata irrogata con provvedimento definitivo il debito residuo si estingue, ma non è ammessa ripetizione di quanto pagato”.

 

Risultano di fatto così definiti i contenziosi dei contribuenti che sono stati destinatari dell’irrogazione di una specifica sanzione per aver effettuato la stampa, e quindi non aver esibito all’Agenzia delle Entrate, se non successivamente, i registri Iva.

Il medesimo principio dovrebbe valere, senza alcun dubbio, anche con riferimento alla novella riguardante il libro giornale e, più in generale, tutti i libri previsti ai fini delle disposizioni in materia di imposte sui redditi.

 

Bollo su libro giornale e libro degli inventari (senza stampa cartacea)

 

Preliminarmente deve essere osservato come non debbano essere assoggettati all’imposta di bollo i libri e registri obbligatori ai soli fini delle disposizioni fiscali.

Sono così esclusi i libri Iva ed il libro dei beni ammortizzabili.

Il tributo deve, invece, essere assolto per la tenuta del libro giornale ed il libro degli inventari.

L’importo dovuto, in caso di mancata stampa su supporti cartacei, deve essere determinato applicando il medesimo criterio previsto per la conservazione sostitutiva dei predetti registri.

Si applica, quindi, l’art. 6, comma 3 del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 17 giugno 2014.

Tale disposizione disciplina le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo sui documenti informatici fiscalmente rilevanti.

In, particolare, il tributo è corrisposto “mediante versamento nei modi di cui all’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con modalità esclusivamente telematica”.

L’imposta di bollo è dovuta nella misura di € 16,00 ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse.

Il versamento deve essere effettuato utilizzando il modello F24,…

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