La bozza dei primi Indici di Allerta elaborati dal CNDCEC

In questo approfondimento, analizziamo come devono essere sviluppati gli indici di allerta della crisi d’impresa secondo la nuova normativa, con lo scopo di illustrare uno dei primi indici elaborati dal CNDCEC, ovvero il Debt Service Coverage Ratio (DSCR).
Gli indici di allerta della crisi assumeranno un ruolo sempre maggiore nella professione di commercialista e consulente.

 

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha messo a punto la settimana scorsa una prima bozza degli indici economici e finanziari – indici di allerta cndcec – che possono ragionevolmente identificare lo stato di crisi di un’azienda ai sensi dell’articolo 13 del nuovo “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” (D.Lgs. n. 14/2019 attuativo della Legge n. 155/2017).

 

                                    Pronto l’utilissimo software:

Allerta Easy: Indicatori di Crisi sotto controllo

 

Indici di Allerta della Crisi d’impresa: come e da chi devono essere elaborati

 

indici di allerta della crisi elaborati da CNDCECL’articolo citato prevede al comma 1) che sono da considerarsi indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale e finanziario, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi.

Sono ritenuti indici significativi quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto ai mezzi di terzi.

Sono, inoltre, indicatori di crisi i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi sia come importo che avuto riguardo alla natura dei creditori (dipendenti e fornitori in primis).

 

Il comma 2) dell’articolo 13 rimanda al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili il compito di elaborare con cadenza almeno triennale degli indici suddivisi per tipologia di attività economica (secondo le classificazioni ISTAT), prevedendo inoltre indici specifici indici di allerta cndcec da elaborare per:

  • start-up innovative,
  • PMI innovative,
  • società in liquidazione
  • ed imprese costituite da meno di due anni.

Tali indici saranno poi oggetto di approvazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Il comma 3) prevede, invece, che l’impresa possa, in base alle proprie specifiche caratteristiche, predisporre indici ritenuti maggiormente idonei a far ragionevolmente presumere lo stato di crisi.

L’adeguatezza di tali indici andrà approvata da un professionista indipendente e tale attestazione costituirà parte integrante del bilancio di esercizio (nello specifico della nota integrativa).

 

La bozza di Indici di Allerta elaborati dal CNDCEC

 

Gli indici recentemente elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, sono, quindi, quelli previsti dal 2° comma e sono, probabilmente, solo una prima bozza. Iniziamo ora ad esaminarli più in dettaglio.

 

La costruzione dell’indice di allerta Debt Service Coverage Ratio (DSCR)

 

A parte il patrimonio netto negativo che significa, di per sé, che la società dovrebbe essere posta in liquidazione, un indice fondamentale per valutare la sostenibilità del debito è rappresentato dal DSCR (Debt Service Coverage Ratio) che è così determinato:

 

DSCR  =  Flusso di cassa libero successivi 6 mesi  /  debiti finanziari da pagare nel periodo

 

La determinazione del flusso di cassa della gestione corrente in ottica previsionale richiede la costruzione del rendiconto finanziario previsionale meglio se in ottica più gestionale che da OIC 10.

Di fatto, è necessario disporre di un budget economico e patrimoniale che possa poi essere tradotto in termini finanziari.

Il budget copre normalmente un orizzonte temporale di 12 mesi ma nulla vieta di frazionarlo in trimestri/semestri.

 

Esempio di rendiconto finanziario riclassificato in ottica gestionale

Esempio di Rendiconto finanziario gestionale

 

 

La grandezza da considerare al numeratore per il calcolo del DSCR è il Free cash flow to the firm (FCFF) che sintetizza:

 

  • il flusso di liquidità della gestione reddituale, risultato economico +/- costi/ricavi che non impattano la liquidità.
    I dati saranno disponibili all’interno del budget economico;

 

  • le variazioni del capitale circolante netto o Net Working Capital, prevalentemente rappresentate…
Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it