L’assoggettamento alla contribuzione agricola unificata

Le imprese possono essere assoggettate a contribuzione previdenziale nell’ambito del settore agricolo in specifiche circostanze, ossia quando le attività in questione vengono esercitate in maniera prevalente.

Considerate però le varie casistiche nelle quali è possibile incorrere nello svolgimento di tali attività, l’INPS ha ritenuto necessario fornire chiarimenti e delucidazioni in merito all’assoggettamento alla contribuzione agricola per aziende, cooperative e organizzazioni.

Contribuzione agricola unificata per le attività connesse

Contribuzione agricola unificata nelle aziende agricole

Con Circolare INPS n. 94 del 2019 l’Istituto Previdenziale ha fornito chiarimenti con riferimento all’inquadramento di società, cooperative e organizzazioni di produttori, che svolgono – in connessione o meno con l’attività principale – attività diverse dalla coltivazione dei fondi, selvicoltura e dall’allevamento di animali (di cui all’art. 2135 c.c.), al fine dell’assoggettamento di tali attività secondarie alla contribuzione agricola unificata.

 

Contribuzione agricola unificata: il criterio di classificazione dei datori di lavoro

 

Ai sensi dell’articolo 49 della L. n. 88/1989 i datori di lavoro vengono classificati ai fini previdenziali e assistenziali: per il settore agricolo tale criterio si sostanza nello svolgimento delle attività di cui all’articolo 2135 del Codice civile, ossia fanno parte del “Settore Agricoltura” tutti i soggetti datori di lavoro, i quali operano in via principale in una delle attività di cui all’articolo 2135, comma primo, del Codice civile.

Qualunque sia la forma giuridica e la struttura economica con la quale operano (ossia ditta individuale, società, società cooperativa, consorzi, organizzazione dei produttori), tali soggetti sono tenuti – per gli operai assunti le proprie dipendenze – all’assolvimento degli obblighi relativi alla contribuzione agricola unificata.

 

Quali sono le attività connesse all’attività agricola principale?

 

In virtù dell’evoluzione organizzativa delle strutture produttive, con l’avanzamento di specifiche tecnologie e cambiamenti, si è reso necessario andare però a chiarire quali sono le attività svolte in connessione con l’attività principale, in quanto manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione o valorizzazione di prodotti agricoli non sempre hanno una specifica definizione tale da essere riconoscibili come soggetti da inquadrare nella previdenza agricola.

 

Per chiarire tale concetto è opportuno innanzitutto chiarire cosa si intende per “attività connesse” ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile. Infatti il Legislatore prevede al terzo comma di tale articolo che sono attività connesse quelle:

 

  • esercitate dal medesimo imprenditore agricolo,

 

  • dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione

 

  • che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento degli animali,

 

  • nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata.

 

Come ulteriormente specificato anche dall’INPS, non risulterebbe alcun dubbio sul fatto che le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti tramite la coltivazione del fondo del bosco o dall’allevamento di animali siano da inquadrare nel sistema della contribuzione agricola unificata, anche tenendo conto delle due circolari sul tema emanate dall’Istituto, ossia la n. 34 del 2002 e la n. 186 del 2003.

 

Le attività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante l’utilizzo di attrezzatura dell’azienda agricola

 

Risulta invece più oscuro il significato dell’articolo 2135, comma 2, con riferimento alle attività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio agricolo e forestale, ovvero di ricezione e ospitalità come definite dalla legge.

Un primo chiarimento è arrivato da parte della Circolare n. 126/2009 dell’INPS la quale riconduce le suddette attività alle attività connesse di servizi individuando i requisiti soggettivi e oggettivi necessari ai fini…

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