No alla richiesta di atti e documenti già in possesso dell’amministrazione finanziaria

di Valeria Nicoletti

Pubblicato il 12 marzo 2019

La Corte di cassazione ribadisce il principio secondo cui al contribuente non possono essere richiesti gli atti ed i documenti già in possesso dell'Amministrazione Finanziaria...

No alla richiesta di atti e documenti già in possesso dell'amministrazione finanziariaAi sensi dell’art. 32, DPR 29 settembre 1973 n. 600 gli uffici in sede di controllo possono:

    • invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell'accertamento nei loro confronti. Ai soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili può essere richiesta anche l'esibizione dei bilanci o rendiconti e dei libri o registri previsti dalle disposizioni tributarie;
    • inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico rilevanti ai fini dell'accertamento nei loro confronti nonché nei confronti di altri contribuenti con i quali abbiano intrattenuto rapporti, con invito a restituirli compilati e firmati.

Come noto agli addetti ai lavori, a simili richieste va dato riscontro da parte dei contribuenti, ma è altrettanto vero che non sempre per ottemperare ad esse basta un click.

Proprio per questo, i professionisti si sentono spesso rivolgere la seguente: “perché l’amministrazione finanziaria ci domanda anche documenti che ha già?”

In un sistema fiscale che impone almeno una scadenza al mese, con invii di dati a vario titolo, dove i ritardi sono da sempre stati oggetto di sanzioni ed in cui si è faticato a far passare per i ritardi di breve durata ovvero per errori di limitata entità nel versamento il concetto di lieve inadempimento, in Giurisprudenza prima e legislativamente poi, la