Reverse charge interno e fattura elettronica: la moratoria delle sanzioni non assicura copertura all'acquirente/committente

La moratoria delle sanzioni per il tardivo invio al Sistema di Interscambio non assicura copertura all’acquirente/committente nel caso in cui l’imposta debba essere assolta con l’applicazione dell’inversione contabile. L’integrazione della fattura di acquisto deve quindi essere effettuata tenendo conto dell’esigibilità del tributo. Il problema non riguarda gli acquisti intracomunitari in quanto i fornitori, soggetti passivi ai fini Iva, stabiliti in altri Stati del territorio comunitario, continuano ad emettere le relative fatture in formato analogico. Invece le fatture relative al c.d. reverse charge interno, come ad esempio si verifica nel caso di un contratto di appalto avente ad oggetto il servizio di pulizia di un edificio, devono essere emesse esclusivamente in formato digitale.

Reverse charge interno: la moratoria delle sanzioni non assicura copertura all'acquirente/committenteLa moratoria delle sanzioni per il tardivo invio al Sistema di Interscambio non assicura “copertura” all’acquirente/committente nel caso in cui l’imposta debba essere assolta con l’applicazione del reverse charge ex art. 17 del D.P.R. n. 633/1972.

L’integrazione della fattura di acquisto deve quindi essere effettuata tenendo conto dell’esigibilità del tributo ai sensi del citato articolo 17 del Decreto Iva.

Il problema non riguarda gli acquisti intracomunitari in quanto i fornitori, soggetti passivi ai fini Iva, stabiliti in altri Stati del territorio comunitario, continuano ad emettere le relative fatture in formato analogico. Invece le fatture relative al c.d. reverse charge interno, come ad esempio si verifica nel caso di un contratto di appalto avente ad oggetto il servizio di pulizia di un edificio, devono essere emesse esclusivamente in formato digitale. Ciò in quanto, a parte le eccezioni previste dal legislatore, si tratta di prestazioni poste in essere tra soggetti stabiliti nel territorio dello Stato.

La registrazione delle fatture in reverse charge

Al fine di assolvere l’imposta sul valore aggiunto l’acquirente/committente deve effettuare una duplice registrazione della fattura di acquisto ricevuta.

La registrazione nel libro degli acquisti può essere effettuata entro il termine previsto per l’esercizio del diritto alla detrazione di cui all’art. 19 del D.P.R. n. 633/1972. Se, ad esempio, la fattura viene ricevuta nel mese di marzo del 2019, la registrazione potrà essere effettuata entro il 31 dicembre dello stesso anno. In alternativa l’annotazione nel libro Iva potrà essere effettuata anche periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 30 aprile del successivo anno 2020, ma l’Iva a credito dovrà confluire nella dichiarazione Iva del periodo di imposta durante il quale il tributo è esigibile, quindi nel precedente anno 2019.

Lo stesso documento, previa integrazione, dovrà essere registrato nel libro delle fatture emesse ex art. 23 del D.P.R. n. 633/1972. Non si tratta, evidentemente, di un’operazione attiva posta in essere, ma la predetta registrazione è finalizzata alla rilevazione del debito in capo all’acquirente/committente e non, come si verifica nel caso in cui il tributo venga assolto secondo i criteri ordinari, in capo al cedente.

I termini di registrazione del documento di acquisto nel libro delle fatture non sono disciplinati dall’art. 23, bensì dall’articolo 17, comma 5 del D.P.R. n. 633/1972. La disposizione citata prevede che la fattura ricevuta in regime di inversione contabile, integrata dal cessionario con l’indicazione dell’aliquota e della relativa Iva, deve essere annotata nel registro delle fatture o dei corrispettivi, entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese.

La registrazione, entro i termini sopra indicati, è finalizzata a garantire all’erario il pagamento dell’Iva nel momento della sua esigibilità.

L’integrazione della fattura e l’inapplicabilità della moratoria delle sanzioni

L’Agenzia delle entrate ha indicato due diverse modalità per effettuare l’integrazione della fattura ricevuta. In entrambi i casi non trova applicazione la moratoria delle sanzioni. Eventuali violazioni determineranno l’applicazione delle sanzioni ordinarie senza alcuna riduzione.

Il contribuente può “generare” un documento separato e collegato alla fattura ricevuta indicando i relativi riferimenti. Il documento riporterà l’indicazione della base imponibile, dell’aliquota e dell’Iva. Il documento dovrà essere conservato a norma secondo la disciplina della conservazione sostitutiva unitamente alla fattura ricevuta in formato digitale. L’integrazione della fattura e la relativa registrazione contabile dovrà essere effettuata entro i termini previsti dal citato articolo 17, comma 5 del Decreto Iva.

In alternativa, secondo quanto…

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