Fatture emesse: i nuovi termini di registrazione delle fatture attive

Il D.L. 119/2018 è intervenuto semplificando anche la registrazione delle fatture emesse. In realtà non si tratta solo di un intervento finalizzato a semplificare gli adempimenti dei contribuenti, ma è stato concretamente adeguato l’adempimento al nuovo obbligo di emissione delle fatture in formato digitale avente decorrenza dal 1° gennaio 2019. La disposizione citata, la cui rubrica è “Disposizioni di semplificazione in tema di annotazione delle fatture emesse” è intervenuta direttamente sul corpo dell’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972 modificandone i relativi contenuti. Il legislatore non solo ha ampliato i termini di registrazione del documento emesso, ma ha collegato l’adempimento non più alla data di emissione, ma alla data di effettuazione dell’operazione

Fatture emesse: i nuovi termini di registrazione delle fatture attiveL’art. 12 del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119 è intervenuto semplificando anche la registrazione delle fatture emesse.

In realtà non si tratta solo di un intervento finalizzato a semplificare gli adempimenti dei contribuenti, ma è stato concretamente adeguato l’adempimento al nuovo obbligo di emissione delle fatture in formato digitale avente decorrenza dal 1° gennaio 2019.

La disposizione citata, la cui rubrica è “Disposizioni di semplificazione in tema di annotazione delle fatture emesse” è intervenuta direttamente sul corpo dell’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972 modificandone i relativi contenuti.

Il legislatore non solo ha ampliato i termini di registrazione del documento emesso, ma ha collegato l’adempimento non più alla data di emissione, ma alla data di effettuazione dell’operazione.

La disposizione precedentemente in vigore in tema di registrazione delle fatture emesse

L’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972 prevedeva, nel testo in vigore prima delle modifiche intervenute ad opera del citato D.L. n. 119/2018 che “Il contribuente deve annotare entro quindici giorni le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione e con riferimento alla data della loro emissione, in apposito registro”.

La fattura immediata deve essere emessa non oltre il momento di effettuazione dell’operazione. La data di emissione, quindi, coincide con l’esigibilità del tributo determinata ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972. Dalla data di emissione decorre, secondo la disposizione precedentemente in vigore, il termine di registrazione di quindici giorni.

La registrazione deve però essere effettuata con riferimento alla data di emissione. La precisazione vuol significare che, se la registrazione viene effettuata in un periodo di liquidazione diverso da quello in cui il tributo è esigibile, l’Iva a debito deve comunque confluire nel periodo durante il quale si è verificata l’esigibilità indipendentemente, quindi, dal momento in cui viene effettuata la materiale annotazione del libro delle fatture emesse. Ad esempio se una fattura è stata emessa il 28 gennaio, la registrazione può essere effettuata entro il 31 gennaio, cioè durante lo stesso periodo di liquidazione durante il quale l’Iva è esigibile, ovvero il 12 febbraio, ma con riferimento al mese di gennaio, nel senso che l’Iva a debito deve comunque confluire nella liquidazione Iva di gennaio.

La disposizione sarebbe stata del tutto inconciliabile con il nuovo testo dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 che, dal 1° luglio prossimo consente di emettere la fattura entro i dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione.

Gli effetti della disposizione precedentemente in vigore nel nuovo sistema

E’ stato già anticipato come la disposizione precedentemente in vigore sarebbe risultata in contrasto con i nuovi termini di emissione della fattura.

Il contrasto risulta subito evidente se si tenta di applicare la “vecchia” norma alle nuove disposizioni. Si consideri ad esempio il caso in cui un imprenditore consegna la merce venduta in data 28 luglio emettendo la relativa fattura entro il 7 agosto successivo.

Secondo la disposizione precedentemente in vigore il contribuente avrebbe dovuto annotare la fattura emessa entro 15 giorni decorrenti dal 7 agosto, cioè dalla data di emissione, e con riferimento alla medesima data. Nell’esempio l’Iva è esigibile il 28 luglio ed il riferimento alla data del 7 agosto determina che il debito Iva confluirebbe in un periodo di liquidazione diverso e quindi successivo rispetto al momento in cui il tributo è esigibile. Per tale ragione il legislatore è dovuto intervenire modificando la disposizione che disciplina l’annotazione delle fatture emesse nel registro delle fatture di cui all’art. 23

La nuova disposizione

Fatture emesse: i nuovi termini di registrazione delle fatture attiveSecondo quanto previsto dalla nuova disposizione, “Il contribuente deve annotare in apposito registro le fatture emesse, nell’ordine della loro numerazione, entro…

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