Dichiarazioni rese dal legale rappresentante in sede di verifica

E’ rilevante il comportamento che i contribuenti, e coloro che li rappresentano, tengono nel corso delle verifiche fiscali. Spesso, infatti, in virtù di un auspicato rapporto sereno tra verificatori e contribuente al rappresentante della società i verificatori chiedono notizie specifiche e mirate (ricarichi, sfridi, valore rimanenze, calcoli vari, etc.) che, è bene sapere, equivalgono a confessione, impedendo, in molti casi, qualsivoglia futura difesa. Costituisce prova – non indiziaria ma diretta – del maggior imponibile eventualmente accertato nei confronti della società la dichiarazione resa in sede di verifica dal legale rappresentante

Dichiarazioni rese dal legale rappresentante in sede di verificaE’ rilevante il comportamento che i contribuenti, e coloro che li rappresentano, tengono nel corso delle verifiche fiscali. Spesso, infatti, in virtù di un auspicato rapporto sereno tra verificatori e contribuente al rappresentante della società i verificatori chiedono notizie specifiche e mirate (ricarichi, sfridi, valore rimanenze, calcoli vari, etc.) che, è bene sapere equivalgono a confessione, impedendo, in molti casi, qualsivoglia futura difesa. Costituiscono provanon indiziaria ma direttadel maggior imponibile eventualmente accertato nei confronti della società le dichiarazioni rese in sede di verifica dal legale rappresentante.

Confessione stragiudiziale

Le dichiarazioni (si pensi alla interlocuzione telefonica tra il contribuente e i militari accertatori che assurge non a dichiarazioni rese ad un terzo, aventi come tali un valore meramente indiziario, ma a dichiarazioni rese alla parte) rese in sede di verifica dal legale rappresentate[1] di una società integrano una confessione stragiudiziale (Cassazione Sez. 6-5, ord. n. 22616 del 2014; Cassazione Sentenza 21 novembre 2018, n. 30031). Le dichiarazioni rese dal contribuente (in caso di società, dal legale rappresentante) in sede di verifica e risultanti dal verbale di constatazione costituiscono confessione stragiudiziale e, quindi, prova diretta e non indiziaria del maggior imponibile accertato, senza che occorra a tal fine la presenza del difensore (Cass. civ. Sez. V, 09/10/2015, n. 20259).

Le dichiarazioni rese in sede di verifica dal legale rappresentante di una società possono, anche da sole, fondare l’accertamento di un maggior imponibile ai fini dell’Iva e delle imposte dirette. Tali dichiarazioni non rivestono, invero, la natura di mere dichiarazioni testimoniali, in quanto il rapporto di immedesimazione organica che lega il rappresentante legale alla società rappresentata esclude che il primo possa essere qualificato come testimone, in riferimento ad attività poste in essere dalla seconda; esse possono, invece, essere apprezzate come una confessione stragiudiziale, e costituiscono pertanto prova non già indiziaria, ma diretta, del maggior imponibile eventualmente accertato nei confronti della società, non necessitando, come tale, di ulteriori riscontri (Cass. civ. Sez. V, 25/03/2015, n. 5931).

L‘utilizzazione da parte del giudice tributario, a fini probatori, della confessione resa anche in sede penale dal rappresentante legale della società, non viola il divieto di prova testimoniale nel processo tributario, visto lo stesso rapporto di immedesimazione organica nella struttura societaria (cfr Cassazione, sentenze nn. 7964/1999 e 9320/2003). La confessione – giudiziale o stragiudiziale – è la dichiarazione che la parte fa della verità di fatti a essa sfavorevoli e favorevoli all’altra parte (articolo 2730 c.c.), e la confessione stragiudiziale fatta alla parte o a chi la rappresenta ha la stessa efficacia probatoria di quella giudiziale (articolo 2730 c.c.). La confessione stragiudiziale, a mente dell’art. 2735 c.c., “ha la stessa efficacia probatoria di quella giudiziale”.

Percentuale di ricarico

Nel corso di una verifica fiscale, l’accettazione di una determinata percentuale di ricarico, da parte del contribuente, è apprezzabile quale confessione stragiudiziale risultante dalla sottoscrizione del processo verbale, tale da legittimare l’accertamento dell’Ufficio finanziario (Cass. civ. Sez. V, 11/11/2015, n. 23031). L’accettazione da parte del contribuente, in contraddittorio con i verbalizzanti, di una data percentuale di ricarico, può essere apprezzata come confessione stragiudiziale risultante proprio dal processo verbale sottoscritto e, quindi, tale da legittimare l’accertamento dell’ufficio. Ne consegue la erroneità della pronuncia del giudice tributario che disconosca efficacia probatoria al processo verbale di contestazione degli organi accertatori (Cass. civ. Sez. V, 16/10/2015, n. 20980).

La partecipazione del…

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