La gestione dei compensi erogati dai forfettari: sì alla CU, ma solo per dati previdenziali e assistenziali

La gestione dei compensi erogati dai forfettari: sì alla CU, ma solo per dati previdenziali e assistenziali In attesa di specifiche istruzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha pubblicato un approfondimento con il quale ha analizzato la normativa riguardante il regime forfettario, anche alla luce delle novità apportate con Legge di Bilancio 2019. Considerato l’avvicinarsi dei termini per l’invio della Certificazione Unica (CU) ma soprattutto, considerato che i forfettari non sono sostituti d’imposta, sono stati forniti indirizzi sul corretto iter della certificazione dei compensi per i soggetti rientranti nel regime in questione.

Premessa

Si avvicina per tutti i sostituti d’imposta il momento della trasmissione della Certificazione Unica 2019, ossia la certificazione relativa ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi riferiti all’anno 2018. Tale certificazione andrà trasmessa in via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo, mentre dovrà essere rilasciata al percipiente entro il 31 marzo 2019.

Come detto poc’anzi, l’adempimento è riservato a specifici soggetti, quali coloro che nel 2018 hanno corrisposto somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte ma anche i soggetti che hanno corrisposto contributi previdenziali e assistenziali e/o premi assicurativi dovuti all’Inail e soggetti che hanno corrisposto somme e valori per i quali non è prevista l’applicazione delle ritenute alla fonte ma che sono assoggettati alla contribuzione dovuta all’INPS.

Le novità della Legge di Bilancio 2019: eliminazione del limite di 5mila euro per il lavoro dipendente

Questo piccolo preambolo serve a comprendere il tema trattato nel presente contributo, in quanto il discorso concernente la CU tende ad essere molto particolare per quanto riguarda i soggetti rientranti nel regime forfettario; tali soggetti, come noto, non sono infatti sostituti di imposta.

Ci si potrebbe così chiedere cosa succeda qualora essi debbano certificare alcuni compensi: la casistica risultava essere di poco conto fintanto che per tali soggetti si poneva il limite di costo di lavoro dipendente non superiore a 5mila euro annuali, ma il discorso assume invece connotati tutt’altro che semplici con le modifiche apportate di recente con la Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018), la quale con l’art. 1, commi 9, 10 e 11, ha modificato la disciplina relativa al regime forfettario di cui alla L. n. 190/2014, commi 54-89, prevedendo nello specifico che i contribuenti persone fisiche, esercenti attività d’impresa, arti o professioni, possono accedere dal 2019 al regime forfettario se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro.

In aggiunta, la Legge di Bilancio 2019 ha eliminato la condizione per cui, per rientrare in tale regime fosse necessario aver sostenuto spese per un ammontare non superiore complessivamente a 5.000 euro lordi per:

  • lavoro accessorio;
  • lavoro dipendente;
  • collaboratori.

Eliminato così il limite di 5mila euro stabilito, pur permanendo l’esonero – per gli stessi – dagli adempimenti tipici del sostituto d’imposta, prevista dall’articolo 1, comma 69, della L. n. 190/2014, rimane da chiedersi come andrà gestita tale circostanza.

I forfettari non sono sostituti d’imposta

I soggetti aderenti al regime forfettario, per espressa previsione legislativa:

  • non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte di cui al Titolo III del D.P.R. n. 600/1973 e ss.mm.;
  • hanno l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all’atto del pagamento degli stessi non è stata operata la ritenuta, pagando conseguentemente l’importo richiesto al lordo della ritenuta d’acconto. Più nel dettaglio tali soggetti dovranno compilare il quadro RS dell’Unico, e compilare i righi RS371, RS372 e RS373, indicando, in colonna 1, il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali…
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