L’analisi SWOT: uno strumento indispensabile per la formulazione della strategia aziendale

Quando si analizza approfonditamente un modello di business – sia dal punto di vista interno che esterno – spesso è facile perdere il focus e non valutare adeguatamente variabili veramente importanti, che poi costituiranno la base per l’elaborazione della strategia. In questo articolo parliamo di uno strumento molto usato, facendo un po’ di chiarezza tra alcuni possibili utilizzi: l’analisi SWOT. L’analisi SWOT, o meglio matrice SWOT, è uno strumento che permette di “raccogliere le idee” dopo una serie di valutazioni e analisi che si sono svolte, come detto in apertura, sul modello di business, sul macroambiente, per quanto riguarda il settore di operatività dell’azienda, il mercato, etc..

L’analisi SWOT: uno strumento indispensabile  per la formulazione della strategia aziendaleQuando si analizza approfonditamente un modello di business – sia dal punto di vista interno (analisi del mercato di riferimento, clientela target, organizzazione interna, etc..) che esterno (analisi del macroambiente, del settore, etc…) – spesso è facile perdere il focus e non valutare adeguatamente variabili veramente importanti, che poi costituiranno la base per l’elaborazione della strategia. In questo articolo quindi ho deciso di parlare di uno strumento molto usato (e, in verità, anche abusato e frainteso) facendo un po’ di chiarezza tra alcuni possibili utilizzi: l’analisi SWOT.

L’analisi SWOT, o meglio matrice SWOT, è uno strumento che permette di “raccogliere le idee” dopo una serie di valutazioni e analisi che si sono svolte, come detto in apertura, sul modello di business, sul macroambiente, per quanto riguarda il settore di operatività dell’azienda, il mercato, etc..

Il suo sviluppo è attribuito a Albert S. Humphrey, consulente aziendale, che lo teorizzò durante la sua collaborazione con la Stanford Research Institute (oggi SRI International), durante una ricerca che condusse sulle aziende dell’indice Fortune 500, tra gli anni ’60 e ’70.

Lo strumento si è naturalmente evoluto nel tempo, ma ancora oggi è molto utilizzato nei più svariati ambiti, non solo quelli legati alla pianificazione strategica aziendale, ma anche nell’ambito della crescita personale, delle organizzazioni no-profit, etc.

Lo stesso Albert sviluppò, migliorò e utilizzò questo strumento durante tutta la sua successiva carriera di consulente aziendale, per ben 35 anni!

Dopo questa breve introduzione, vediamo ora le versioni più diffuse di questo strumento, partendo dalla più semplice.

L’analisi SWOT individua innanzitutto quattro fattori da tenere in considerazione per il raggiungimento di un obiettivo: Strenghts (punti di forza), Weaknesses (punti di debolezza), Opportunities (opportunita’) e Threats (minacce).

L’acronimo delle iniziali di questi fattori determina, appunto, il nome della matrice SWOT.

L’analisi SWOT: uno strumento indispensabile  per la formulazione della strategia aziendaleCome si implementa correttamente una matrice SWOT?

Innanzitutto è necessario ricordare che la matrice SWOT è uno strumento che sintetizza alcuni fattori chiave per la pianificazione e implementazione della strategia.

E non ci può essere strategia laddove non si sia prima di tutto analizzato approfonditamente il proprio modello di business, sia dal punto di vista interno (clientela target, mercato, organizzazione, etc..) sia dal punto di vista esterno (settore, macroambiente, etc..).

Laddove si omettesse questa fase preliminare, oppure la si facesse in modo poco approfondito, si rischierebbe di compromettere l’attendibilità dei risultati dell’analisi SWOT.

Dopo una prima fase di analisi, è necessario stabilire uno o più obiettivi coordinati tra loro: potrebbe sembrare strano, ma anche questa fase spesso non viene correttamente esplicitata.

Non dimentichiamoci che l’analisi SWOT è uno strumento che aiuta l’elaborazione e l’implementazione della strategia, assolutamente inutile in assenza di una corretta formulazione degli obiettivi aziendali.

Gli obiettivi, naturalmente, possono essere di diverso tipo: un aumento del fatturato del 30% entro tre anni per una specifica linea di prodotto, oppure l’esplorazione di nuovi canali distributivi, oppure ancora la riorganizzazione strutturata delle risorse umane (dipendenti, collaboratori, dirigenti, etc..) in modo da aumentare la produttività, il livello di soddisfazione del team e ridurre il turnover.

Naturalmente questi sono solo alcuni esempi: l’imprenditore – con il supporto del consulente – saprà esplicitare gli obiettivi più adatti al suo caso specifico.

Non dimentichiamoci poi che un obiettivo ben formato è essenziale per definire al meglio le azioni da intraprendere per raggiungerlo entro i tempi e con i modi stabiliti.

Personalmente trovo sempre molto utile a questo proposito la metodologia S.M.A.R.T., che appunto…

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