Indetraibilità dell'IVA eccedente l'aliquota correttamente applicabile

indetraibilità dell'IVA eccedente l'aliquota correttamente applicabileIn caso di operazione erroneamente assoggettata ad IVA (nella specie ad un’aliquota eccedente quella applicabile) non è ammessa la detrazione dell’imposta pagata e fatturata, atteso che, ai sensi dell’art. 19 del Dpr 26 ottobre 1972, n. 633, l’esercizio del relativo diritto presuppone l’effettiva realizzazione di un’operazione assoggettabile a tale imposta nella misura dovuta.

La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 26749 del 23/10/2018, ha chiarito i limiti di detraibilità dell’Iva eccedente l’aliquota correttamente applicabile.

Nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate ricorreva per la cassazione della sentenza, con la quale la CTR, in controversia relativa ad impugnazione di avviso di accertamento ai fini IVA per l’anno di imposta 2003, aveva rigettato l’appello proposto dall’ufficio, sostenendo che, in assenza di pregiudizio per l’Erario, doveva ritenersi illegittima la ripresa a tassazione dell’IVA risultante da fatture relative ad operazioni di smaltimento di rifiuti in cui era applicata un’aliquota maggiore (20 per cento) di quella (del 10 per cento) prevista.

L’Amministrazione finanziaria sosteneva quindi la CTR aveva errato nel ritenere detraibile, da parte della società contribuente, l’IVA indicata nelle fatture oggetto di verifica, con aliquota diversa da quella dovuta, soltanto perché non si era verificato un danno all’Erario.

Il ricorso, secondo la Suprema Corte, era fondato.

Premesso infatti che nella specie era incontestata la circostanza che alle operazioni oggetto di fatturazione (smaltimento rifiuti) era applicabile l’aliquota del 10 per cento e non quella del 20 per cento, invece indicata in fattura e detratta dalla società contribuente, i giudici di appello non si erano attenuti al consolidato principio giurisprudenziale secondo cui in tema di IVA, in base al combinato disposto del Dpr n. 633 del 1972, art. 19, e della sesta direttiva del Consiglio CEE del 15 maggio 1977, n. 77/388/CEE, art. 17, la detrazione dell’imposta pagata “a monte” per l’acquisto o l’importazione di beni, o per conseguire la prestazione di servizi necessari all’impresa, non è ammessa in ogni caso, in quanto non è sufficiente, ai fini della detrazione, che tali operazioni attengano all’oggetto dell’impresa e siano fatturate, ma è altresì indispensabile che esse siano assoggettabili all’IVA nella misura dovuta.

Di conseguenza, ove l’operazione sia stata erroneamente assoggettata all’IVA, per la misura non dovuta restano privi di fondamento non solo il pagamento dell’imposta da parte del cedente (che ha perciò diritto di chiedere all’amministrazione il rimborso dell’IVA) e la rivalsa effettuata dal cedente nei confronti del cessionario (che può quindi chiedere al cedente la restituzione dell’IVA versata in via di rivalsa), ma anche la detrazione operata dal cessionario nella sua dichiarazione IVA, con conseguente potere-dovere dell’amministrazione di escludere la detrazione dell’IVA così pagata in rivalsa (v., ex multis, Cass. nn. 13314/13, 15068/13, 20977/13, 15178/14, quest’ultima vertente proprio sul diritto a detrazione da parte di una società cessionaria che si era vista addebitare dalla propria cedente l’IVA nella misura del 20%, ancorché l’importo dovuto andasse liquidato con aliquota al 10%).

Né il diritto a detrazione della società contribuente (cessionaria) poteva essere giustificata con il paventato arricchimento indebito dell’erario, il quale resta escluso proprio dal ricordato meccanismo delle rivalse (che legittima tanto il cedente al rimborso dell’IVA versata in eccedenza nei confronti dello Stato, quanto il cessionario alla ripetizione del maggior importo corrisposto nei confronti del cedente), senza che resti in alcun modo inciso il principio di neutralità dell’IVA, essendo stato peraltro lo stesso giudice comunitario ad affermare che i principi di neutralità, effettività e non discriminazione non ostano ad una legislazione nazionale – quale quella italiana – che legittima il…

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