Notifica valida solo con raccomandata ricevuta dal destinatario

In caso di irreperibilità temporanea del destinatario, la notifica dell’atto tributario è valida solo previo deposito dell’atto presso la casa comunale e l’inoltro al destinatario della raccomandata e la sua effettiva ricezione, non essendo sufficiente la sola spedizione.

La notifica eseguita mediante la procedura di cui all’art 140 C.p.c. si perfeziona con il compimento di tutti gli adempimenti stabiliti dalla predetta norma, ivi compresa la spedizione della raccomandata al destinatario dell’avvenuto deposito (Cass. 12753/2018).

La notifica degli atti tributari è disciplinata dagli artt. 137 e ss del C.p.c., come previsto dall’art. 16, co 2, D.Lgs n. 546/1992. Quest’ultima norma richiama l’art. 60, co 1, lett. a), D.P.R. n. 600/1973, secondo cui la notifica degli atti deve eseguirsi in base alle norme contenute nel C.p.c..

E’ possibile eseguire, alternativamente a quella c.d. “brevi manu” eseguita dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale, la notifica a mezzo posta con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento: la notifica non si esaurisce con la spedizione dell’atto, bensì si perfeziona con la consegna del relativo plico da parte dell’agente postale al soggetto destinatario.

L’art. 139 c.p.c. prevede che, se il destinatario non viene trovato in casa, l’ufficiale giudiziario (o, agente postale) consegna copia dell’atto a un familiare maggiore di 14 anni; non palesemente incapace; legato da un rapporto di convivenza non occasionale; all’interno dell’abitazione o residenza del destinatario effettivo dell’atto.

In caso di “irreperibilità”, incapacità o rifiuto a ricevere da parte del destinatario dell’atto, l’art. 140 C.p.c. prevede che l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa comunale dove sarà eseguita la notifica, dandone notizia per raccomandata con avviso di ricevimento. (Cass. sent. n. 2047/2016).

L’art. 140 C.p.c. stabilisce, infine, che in caso di irreperibilità (temporanea), incapacità o rifiuto da parte del destinatario dell’atto, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa comunale dove sarà eseguita la notifica e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento: in tal caso la notifica è valida se il soggetto che la esegue comprova l’avvenuta ricezione della raccomandata informativa al destinatario.

Nella fattispecie il contribuente ha impugnato alcune intimazioni di pagamento notificategli da Equitalia eccependo di esserne venuto a conoscenza solo dopo il pignoramento in quanto la notifica non si era perfezionata con il deposito delle stesse presso la casa comunale senza affissione l’invio della raccomandata. Sia in primo che secondo grado il ricorso non è stato accolto.

La Corte ha accolto il primo motivo del ricorso ritenendo che, in caso di irreperibilità relativa del destinatario, la notifica della cartella di pagamento avviene secondo le disposizioni di cui al D.P.R. n. 600/1973, quando nel comune non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso si affigge nell’albo del comune; secondo l’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973 la notifica risulta eseguita nel giorno successivo a quello in cui l’avviso del deposito è affisso nell’albo del comune.

Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale con la sent. n. 258/2012, la procedura di notifica risulta variata a secondo che si tratti di irreperibilità assoluta del destinatario (allorché lo stesso da notizie acquisite risulti trasferito in luogo sconosciuto), o relativa. In caso di irreperibilità assoluta si applica l’art. 60, comma 1, lett. c), del D.P.R. n. 600/1973 e l’avviso del deposito si affigge nell’albo del comune e, trascorsi otto giorni, la notifica si dà per avvenuta. Se invece il destinatario è irreperibile in modo relativo si applica l’art. 140 C.p.c. e la notificazione, effettuata ai sensi di tale disposizione si perfeziona, per il destinatario, con il…

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