Notifica, valida all’ultimo domicilio fiscale indicato dal contribuente

La notifica degli atti tributari va eseguita al domicilio fiscale indicato preventivamente dal contribuente il quale è tenuto ad informare costantemente l’ufficio finanziario delle eventuali variazioni. Nel caso in cui il contribuente non ottemperi a tale adempimento, l’ufficio è legittimato ad eseguire le notifiche comunque nell’ultimo domicilio fiscale noto non essendo rimesso all’ufficio l’onere di ricercare il contribuente fuori del domicilio stesso

La notifica degli atti tributari va eseguita al domicilio fiscale indicato preventivamente dal contribuente il quale è tenuto ad informare costantemente l’ufficio finanziario delle eventuali variazioni.

Nel caso in cui il contribuente non ottemperi a tale adempimento, l’ufficio è legittimato ad eseguire le notifiche comunque nell’ultimo domicilio fiscale noto non essendo rimesso all’ufficio l’onere di ricercare il contribuente fuori del domicilio stesso (Cass n. 11504/2018).

La notifica degli atti tributari è disciplinata dalle norme del codice di procedura civile, (artt. 137 e ss), a cui si richiama l’art. 16, comma 2, del D.Lgs n. 546/1992, recante norme sul processo tributario.

L’attività di notifica può essere effettuata, oltre che dall’ufficiale giudiziario, anche a mezzo di messo comunale o messo speciale autorizzato dall’amministrazione procedente. La notifica può essere eseguita “brevi manu” ovvero con la consegna diretta dell’atto (se non eseguita a mani proprie la notificazione deve essere fatta nel domicilio fiscale del destinatario), nonché a mezzo del servizio postale mediante spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento.

L’art. 139 c.p.c. stabilisce che, se il destinatario non viene trovato in casa, l’ufficiale giudiziario consegna copia dell’atto a un familiare maggiore di 14 anni, non palesemente incapace legato da un rapporto di convivenza non occasionale; all’interno dell’abitazione o residenza del destinatario effettivo dell’atto. L’avverbio «palesemente» lascia intendere che l’ufficiale giudiziario non deve fare indagini, chiedere documenti o sottoporre a test il soggetto che gli apre la porta. La notifica è valida solo se fatta al familiare “convivente”, ossia deve trovarsi all’interno dell’abitazione del destinatario dell’atto e “frequentarlo in modo abituale”.

In caso di “irreperibilità”, incapacità o rifiuto a ricevere l’atto da parte del destinatario, l’art. 140 del Cpc stabilisce che l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa comunale dove sarà eseguita la notifica, dandone notizia per raccomandata con avviso di ricevimento. (Cass. n. 2047/2016).

Nella fattispecie in oggetto il contribuente ha impugnato la cartella di pagamento notificata da Equitalia eccependo la mancata notifica dell’avviso di accertamento e dell’atto di contestazione delle sanzioni, atti prodromici agli stessi. La CTP ha accolto il ricorso con sentenza poi confermata dalla CTR sul rilievo che i predetti atti prodromici non risultavano ritualmente notificati atteso che il contribuente aveva trasferito la residenza e tali atti erano stati notificati al precedente indirizzo. L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per Cassazione.

La Corte, nell’accogliere il ricorso, ha affermato che la disciplina delle notificazioni degli atti tributari si fonda sul criterio del domicilio fiscale e sull’onere di tenere l’ufficio costantemente informato circa le eventuali variazioni, in modo che il mancato adempimento, originario o successivo, di tale onere di comunicazione legittima l’Agenzia delle entrate ad eseguire le notifiche comunque nell’ultimo domicilio fiscale noto, nella forma semplificata di cui all’art. 60 del DPR n. 600/1973, non potendosi addossare all’Amministrazione l’onere di ricercare il contribuente fuori del domicilio stesso.

Atteso che l’art. 58 del Dpr n. 600/1973 prevede che le persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel comune in cui sono iscritti e che le cause di variazione del domicilio hanno effetto dal 60 giorno successivo a quello in cui si sono verificate, la notifica degli atti prodromici (avviso di accertamento) è stata eseguita legittimamente all’ultimo domicilio noto senza che il contribuente avesse comunicato la variazione del domicilio fiscale.

Alla luce di quanto precede i giudici hanno accolto il ricorso e cassato la decisione impugnata rinviando…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it