Modello Redditi 2018: il calcolo dell'ACE per i soggetti Irpef

Premessa generale
La legge di Bilancio 2017 ha equiparato le regole di determinazione dell’ACE per i soggetti IRPEF (imprese individuali, Snc e Sas) in regime di contabilità ordinaria a quelle previste per le società di capitali con decorrenza a far data dal periodo d’imposta 2016.

Nota
In prima istanza la Legge n. 232/2016 ha stabilito le aliquote applicabili con le seguenti modalità:

4,5%, per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2015;
4,75%, per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2016; 2,3%, per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2017 (a regime, a decorrere dal periodo d’imposta 2018, è stata definita l’aliquota del 2,7%).

In seconda fase il Decreto Legge n. 50/2017 ha stabilito che dall’ottavo periodo d’imposta (dal 2018 per le imprese aventi l’esercizio coincidente con l’anno solare) l’aliquota applicabile per il calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale è pari all’1,5% (in luogo del precedente 2,7%) e che per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2017 l’aliquota applicabile è ridotta all’1,6%.
Pertanto, a seguito della modifica Legislativa, le aliquote applicabili in materia di ACE sono le seguenti:
a)    4%, per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2014; 4,5%, per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2015; 4,75%, per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2016; 1,6%, per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2017; 1,5%, dal periodo d’imposta in corso al 31/12/2018.

Si rammenta che la deduzione dal reddito d’impresa non rileva ai fini IRAP e non può generare una perdita fiscale o una maggiore perdita fiscale e che, ai fini previdenziali (circolare INPS n. 74-2014), la base imponibile INPS è da considerarsi al lordo dell’agevolazione ACE (l’eccedenza rispetto al reddito (incapienza) può essere, alternativamente riportata nei periodi d’imposta successivi senza alcun limite temporale e quantitativo o trasformata in un credito d’imposta ai fini IRAP).

Nota: l’aiuto alla crescita economica (ACE) è un incentivo fiscale introdotto dal D.L. n. 201/2011 che prevede la deduzione dal reddito di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio delle società e degli enti indicati nell’art. 73, comma 1, lett. a) e b), del T.U.I.R. (la norma si applica anche alle persone fisiche e alle società di persone in contabilità ordinaria per natura o per opzione).
L’ACE si applica pertanto ai seguenti soggetti:
a)    le società per azioni;
b)    le società a responsabilità limitata;
c)    le società in accomandita per azioni;
d)   le società cooperative;
e)    le società di mutua assicurazione;
f)     gli enti pubblici e privati aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale;
g)    le stabili organizzazioni residenti nel territorio dello Stato;
h)   le società in nome collettivo in contabilità ordinaria;
i)     le società in accomandita semplice in contabilità ordinaria;
j)     le imprese individuali in contabilità ordinaria.
Non sono soggette alla normativa ACE le società assoggettate a: Fallimento, Liquidazione coatta, Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (se viene perseguita la liquidazione della società).

CALCOLO ACE PER L’ANNO 2017: LA PROCEDURA PRATICA PER I SOGGETTI IRPEF
Con la Legge n. 232/2016 e il D.M. 03 agosto 2017 sono state introdotte, tra le altre regole, importanti novità legislative, a decorrere dal 2016, in merito alle regole di calcolo dell’ACE dei soggetti IRPEF ovvero delle imprese individuali/società di persone in contabilità ordinaria.
Le modalità pratiche di calcolo sono le seguenti:

calcolo ACE parametro fisso: necessita rilevare l’incremento patrimoniale registrato tra il 2010 e il 2015 e, in caso di decremento, si assume un valore pari a zero (per le imprese costituite successivamente al 31 dicembre 2010 rileva l’…

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