Lavoro lecito nelle more del rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari

L’Ispettorato Nazionale nei giorni scorsi in una nota congiunta con il Ministero del Lavoro ha chiarito la possibilità di svolgere attività di lavoro per i soggetti che seppur abbiano già effettuato richiesta nulla osta per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari, non ne siano ancora materialmente in possesso. La legittimazione di tale comportamento risiederebbe nella normativa prevista all’art. 5, comma 9-bis, TUI, il quale pur non facendo esplicito riferimento al permesso per motivi familiari, può essere esteso anche a tale ultima casistica.
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È possibile per un cittadino straniero lavorare in Italia senza il permesso di soggiorno? La risposta è no nella maggior parte dei casi, salvo alcune specifiche eccezioni. Una di tali eccezioni è stata portata all’attenzione da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che unitamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diramato una Nota, la n. 4079 dello scorso 7 maggio 2018, all’interno della quale chiarisce al personale ispettivo come agire nel caso di rilevazione di lavoro da parte di soggetti che pur avendo avanzato richiesta di permesso di soggiorno per motivi familiari, non ne sono ancora in possesso.
La norma
Ai sensi dell’art. 30, comma 2, Testo Unico Immigrazione e dell’art. 14, comma 1 del DPR 394/1999, il permesso di soggiorno rilasciato per motivi familiari consente al cittadino straniero di svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo sul territorio italiano fino alla scadenza dello stesso e senza la necessità di convertirlo in permesso per lavoro subordinato, fermi restando i requisiti minimi di età previsti dalla normativa nazionale. 
Prima di approfondire quanto chiarito dall’Ispettorato del Lavoro, è opportuno ricordare che il permesso di soggiorno per motivi familiari può essere rilasciato in specifiche circostanze, quali i casi:

in cui il soggetto abbia fatto accesso in Italia con un visto di ingresso per il ricongiungimento familiare, insieme a un familiare in possesso di permesso di soggiorno, oppure con un visto di ingresso per il ricongiungimento con il figlio d’età minore di 18 anni;
di soggetti che soggiornano in Italia da almeno un anno con altra motivazione o nel caso di matrimonio con cittadini italiani, cittadino dell’UE o con altri cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia;
in cui il soggetto sia in possesso di requisiti per il ricongiungimento, a prescindere dalla nazionalità del coniuge soggiornante in Italia (il coniuge può infatti essere cittadino italiano, cittadino di altro stato UE, cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia);
in cui si tratti del genitore di un minore italiano residente in Italia, anche nel caso in cui tale soggetto sia il genitore naturale. In questa circostanza per ottenere il permesso di soggiorno per motivi familiari non sarà necessario avere un valido titolo di soggiorno, ma condizione necessaria sarà quella di essere titolare di responsabilità genitoriale ai sensi della normativa italiana.

La richiesta di permesso di soggiorno
Considerato che l’ottenimento di un valido permesso di soggiorno per motivi familiari comporta la possibilità di accedere a corsi di studio, di iscriversi alle liste di collocamento ma anche di trovare un regolare lavoro, è importante segnalare come è possibile farne domanda. Infatti, per poter essere ammessi a tale permesso sarà necessario fare domanda di nulla osta allo sportello unico dell’immigrazione presso la prefettura di competenza in relazione al luogo di dimora del richiedente. A seguito della presentazione di tutti i dati richiesti, tale ufficio dovrà verificare la sussistenza dei requisiti e rilasciare il nulla osta nel caso in cui non si rilevino cause ostative.
I chiarimenti dell’Ispettorato
In base all’iter poc’anzi elencato, è chiaro che esiste un periodo di “stallo” durante il quale il soggetto richiedente non ha ancora …

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