Notifica al difensore revocato, sempre sanabile

La notifica dell’atto di appello eseguita presso il domicilio del difensore revocato non è inesistente ma nulla e pertanto sanabile.

L’inesistenza della notifica del ricorso è ravvisabile oltre che in caso di mancanza materiale dell’atto, nelle ipotesi in cui manchino gli elementi costitutivi per la notificazione dell’atto (attività di trasmissione; fase di consegna).

Il suddetto principio è contenuto nella sen. n. 5133/2018 da cui emerge, diversamente da un precedente orientamento, la possibilità di rinnovare la notifica essendo quella effettuata al difensore revocata nulla e non inesistente.

Procedura di notifica

La notifica degli atti tributari è disciplinata dagli articoli. 137 e seguenti del Cpc, come previsto dall’art. 16, co 2, D Lgs n. 546/1992 e dall’art. 60, co 1, lett. a), Dpr n. 600/1973, il quale prevede una norma derogatoria, in caso di irreperibilità assoluta della contribuente nel domicilio fiscale, attuandosi la speciale procedura semplificata ivi prevista secondo cui l’avviso di deposito dell’atto presso la casa comunale, previsto dall’art. 140 c.p.c., si comunica mediante affissione all’albo del Comune, anziché mediante affissione alla porta della sede della società, non più rintracciabile nel domicilio fiscale (Cass. n. 6676/2017).

La forma di notifica tradizionale è quella c.d “brevi manu” eseguita dall’ufficiale giudiziario o dal messo comunale autorizzato; alternativamente può essere effettuata la notifica a mezzo posta con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, che non si esaurisce con la spedizione dell’atto ma si perfeziona con la consegna del relativo plico da parte dell’agente postale al soggetto destinatario.

La giurisprudenza ha ritenuto che se il destinatario è temporaneamente assente, la notifica a mezzo posta si ha per eseguita decorsi dieci giorni dall’invio della raccomandata ovvero dalla data del ritiro del plico. Per il calcolo di questi dieci giorni bisogna escludere il giorno iniziale che coincide con la data di invio della raccomandata; ciò garantisce un giorno in più al contribuente per la proposizione del ricorso, atteso il termine perentorio di 60 giorni dalla notifica dell’atto (Cass. n. 25040/2017).

Fattispecie

La società ricorrente ha impugnato la sentenza della CTR eccependo di avere avuto conoscenza tardiva del processo di appello instaurato dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza favorevole della CTP alla medesima società. In particolare, veniva eccepito che la notifica dell’appello fosse stata eseguita presso il precedente difensore revocato e non presso quello nominato in sostituzione già nel primo grado di giudizio.

La Corte, nell’accogliere il ricorso della società, ha ritenuto che la notifica di cui trattasi è nulla ma non inesistente. I giudici, preso atto di un precedente orientamento di legittimità  secondo cui in un caso simile era stata affermata l’inesistenza della notifica, hanno diversamente  ritenuto di accogliere la tesi della nullità.

In tale precedente pronunciamento (Cass. ord. n. 529/2017), infatti, i giudici hanno ritenuto che la notifica eseguita presso il procuratore revocato e sostituito da un altro fosse inesistente e non nulla e in quanto tale non sanabile/rinnovabile (nel caso specifico si trattava della modifica del procuratore domiciliatario e non della variazione dell’indirizzo da parte dell’originario procuratore; tale variazione era astata portata a conoscenza della controparte mediante la memorai di costituzione del nuovo difensore).

L’inesistenza della notifica è configurabile, oltre che nel caso di totale mancanza materiale dell’atto, nelle sole ipotesi di attività priva degli elementi costitutivi essenziali idonei a rendere riconoscibile un atto qualificabile come notificazione, mentre ogni altra ipotesi di difformità dal modello legale rientra nella categoria della nullità. Gli elementi di cui in precedenza…

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