Le opportunità per l'inserimento agevolato dei disoccupati in azienda

Creare opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti disoccupati rappresenta, da un lato, una responsabilità sociale che va costantemente presidiata e, dall’altro, un vantaggio per le aziende che potranno collaborare con persone già esperte a costi, spesso, contenuti.Creare opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti disoccupati rappresenta, da un lato, una responsabilità sociale che va costantemente presidiata e, dall’altro, un vantaggio per le aziende che potranno collaborare con persone già esperte a costi, spesso, contenuti.
Le agevolazioni all’assunzione
L’articolo 4 comma 8 e seguenti della L. n. 92/2012 prevede la possibilità di beneficiare di agevolazioni contributive in caso di assunzione delle seguenti tipologie di lavoratori disoccupati:

donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi residenti in zone svantaggiate (individuate con apposito decreto);
donne prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi in relazione ad impieghi in alcuni settori ove il tasso di disparità tra uomo-donna supera il 25% (individuate annualmente con decreto ministeriale);
donne ovunque residenti e di qualsiasi età disoccupate da almeno 24 mesi;
uomini/donne over 50 disoccupati da almeno 12 mesi.

Nei predetti casi, previa verifica del rispetto dei requisiti previsti dai commi 1175 e 1176 dell’art. 1 della L. n. 296/2006 nonché della realizzazione di un incremento occupazionale netto, l’azienda potrà beneficiare di una riduzione contributiva pari al 50% dei contributi a carico azienda. Questo beneficio spetterà:

per 18 mesi se l’assunzione è a tempo indeterminato;
per 12 mesi se l’assunzione è a tempo determinato, elevabili a 18 mesi complessivi se l’azienda procederà ad una trasformazione a tempo indeterminato.

Questa agevolazione, riconosciuta previa presentazione di apposita istanza online (tramite le funzionalità messe a disposizione sul sito INPS), è applicabile anche ai premi INAIL con valorizzazione in sede di autoliquidazione annuale.
In caso di assunzione di lavoratori che, oltre ad essere disoccupati, risultano percettori di NASPI, l’azienda potrà beneficiare di un ulteriore incentivo che consiste nel riconoscimento di una parte dell’indennità NASPI residua non corrisposta al lavoratore, pari al 20% (art. 24 c. 3 D.Lgs. n. 150/2015).
Questo incentivo risulta soggetto alla disciplina del de minimis ed è riconosciuta previa istanza da inoltrare telematicamente.
Apprendistato professionalizzante senza limiti di età per i percettori di un trattamento di disoccupazione
L’articolo 47 comma 4 del D.Lgs. n. 81/2015 disciplina l’apprendistato professionalizzante rivolto ai soggetti over 29 anni percettori di un trattamento di disoccupazione, prevedendo che, con finalità di qualificazione o riqualificazione professionale, sia possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione (NASPI, ASPI o mini ASPI, Indennità di disoccupazione edile o Dis-coll). Tra i soggetti destinatari di questa tipologia di apprendistato possono rientrare anche i lavoratori che, al momento dell’assunzione, avendo comunque diritto all’indennità, abbiano solo presentato la richiesta, ma non abbiano ancora iniziato a percepirla; la discriminante, quindi, non è solo lo stato di disoccupazione ma è fondamentale la contestuale percezione di una delle indennità a sostegno del reddito.
All’apprendistato professionalizzante rivolto ai percettori di un trattamento di disoccupazione sono applicabili le riduzioni contributive tipiche dell’apprendistato, rapportate ai limiti dimensionali del datore di lavoro. Le caratteristiche del contratto sono le seguenti (Messaggio INPS n. 2243/2017):

durante il periodo formativo (della durata massima di 3 anni, fatte salve le qualifiche dell’artigianato per l’acquisizione …

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