Le novità delle Legge di Bilancio per l’agricoltura

Anche in questa Legge di Bilancio, come già accaduto negli scorsi anni, il comparto agricolo ha giovato di misure agevolative che, per il 2018, risultano però avere portata meno incisiva rispetto al passato; si ricordi quale confronto – fra l’altro – l’esenzione IRAP a regime introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015), ovvero quella temporanea dell’IRPEF (triennio 2017-2019) enunciata dal comma 44 dell’articolo 1, Legge n. 232/2016 (Legge di Stabilità 2017).

Uno dei settori maggiormente interessati da tali interventi è quello enoturistico che per la prima volta vede regolamentata la propria attività.

Non di minore impatto le novelle relative:
1) all’introduzione del contratto di affiancamento per agevolare il ricambio generazionale in agricoltura;
2) la decontribuzione INPS;
3) la conferma della rimodulazione delle aliquote compensative IVA.

Ciononostante, in perfetto stile nazionale, il Legislatore ha subordinato – per alcune misure – la definitiva validità delle previsioni di cui alla Legge n. 205/2017 in commento, all’emanazione di appositi decreti attuativi, ma andiamo con ordine.

L’enoturismo

Sull’onda del riconoscimento ufficiale ricevuto di recente dal settore vitivinicolo, sia in termini regolamentari che fiscali, quest’anno ha trovato definitiva identificazione normativa anche il comparto enoturistico.

L’obiettivo perseguito è stato quello di delineare una disciplina che permettesse di organizzare in maniera compiuta quella che comunemente viene chiamata “wine experience”.

In altri termini si è cercato di regolamentare l’attività agricola contraddistinta non solamente dalla tipica coltivazione della vite e dalla successiva trasformazione dell’uva in vino, ma anche dalla ricezione e ospitalità all’interno della propria azienda vitivinicola, al fine di “educare il pubblico”.

La necessità era sorta in seguito alla mancanza di coordinamento fra la norma agricola in senso stretto e un’attività che è a metà fra l’agriturismo e l’attività didattica.

Ebbene, in tale contesto, l’enoturismo rappresenta a pieno titolo la chiusura del cerchio economico dell’attività agricola della viticoltura come sopra descritta.

Trovano, infatti, ora regolamentazione fiscale anche le visite guidate, dal momento che esse non rientrano sicuramente in nessuna delle attività connesse all’agricoltura elencate nell’articolo 2135, Codice Civile.

Nel contesto dell’intervento normativo in commento è stato fornita una definizione del concetto di enoturismo che, in base al comma 502 dell’articolo 1 della Legge n. 205/2017, è individuato in “tutte le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni viticole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine”.

A ben vedere, per comprendere la portata della novella normativa, piuttosto che ragionare su tale descrizione la quale – a dire il vero – appare anche alquanto sommaria, sembra più utile far riferimento alla formulazione fornita del medesimo contesto nell’articolo 2 della c.d. “proposta Mongiello” (dal nome del primo firmatario e agli atti con il numero A.C. 4052) dalla quale si evince – in maniera decisamente più stringente – che: “per attività di enoturismo si intendono l’accoglienza e l’ospitalità dei turisti presso le cantine, le visite alle cantine e ai vigneti, le degustazioni dei vini presso le cantine, le somministrazioni degli alimenti non cucinati e legati alle tipicità territoriali in cui insistono le cantine e i vigneti, esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135, Codice Civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro…

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