Le novità delle Legge di Bilancio per l’agricoltura

di Gianfranco Costa

Pubblicato il 14 marzo 2018



L'agricoltura è un settore che desta sempre più interesse e crea opzioni imprenditoriali e lavorative; dedichiamo questo articolo alle principali novità della Legge di Bilancio per le imprese agricole: la decontribuzione IINPS è l'aiuto più generalizzato, ma vi sono anche novità per il settore, in forte crescita, dell'enoturismo

Anche in questa Legge di Bilancio, come già accaduto negli scorsi anni, il comparto agricolo ha giovato di misure agevolative che, per il 2018, risultano però avere portata meno incisiva rispetto al passato; si ricordi quale confronto – fra l’altro – l’esenzione IRAP a regime introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015), ovvero quella temporanea dell’IRPEF (triennio 2017-2019) enunciata dal comma 44 dell’articolo 1, Legge n. 232/2016 (Legge di Stabilità 2017).

Uno dei settori maggiormente interessati da tali interventi è quello enoturistico che per la prima volta vede regolamentata la propria attività.

Non di minore impatto le novelle relative:
1) all’introduzione del contratto di affiancamento per agevolare il ricambio generazionale in agricoltura;
2) la decontribuzione INPS;
3) la conferma della rimodulazione delle aliquote compensative IVA.

Ciononostante, in perfetto stile nazionale, il Legislatore ha subordinato – per alcune misure – la definitiva validità delle previsioni di cui alla Legge n. 205/2017 in commento, all’emanazione di appositi decreti attuativi, ma andiamo con ordine.

L’enoturismo

Sull’onda del riconoscimento ufficiale ricevuto di recente dal settore vitivinicolo, sia in termini regolamentari che fiscali, quest’anno ha trovato definitiva identificazione normativa anche il comparto enoturistico.

L’obiettivo perseguito è stato quello di delineare una disciplina che permettesse di organizzare in maniera compiuta quella che comunemente viene chiamata “wine experience”.

In altri termini si è cercato di regolamentare l’attività agricola contraddistinta non solamente dalla tipica coltivazione della vite e dalla successiva trasformazione dell’uva in vino, ma anche dalla ricezione e ospitalità all’interno della propria azienda vitivinicola, al fine di “educare il pubblico”.

La necessità era sorta in seguito alla mancanza di coordinamento fra la norma agricola in senso stretto e un’attività che è a metà fra l’ag