Agenti di commercio e IRAP: continuano i dubbi

Con l’ordinanza n.1544 del 22 gennaio 2018, la Corte di Cassazione, richiamando e facendo proprie precedenti pronunce, ha chiarito e precisato che:
– ordinanza n. 9325 dell’11 aprile 2017: anche l’esercizio di attività di agente di commercio è escluso dall’applicazione dell’imposta, ove si tratti di attività non autonomamente organizzata, con onere a carico del contribuente, in caso di richiesta di rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, della prova dell’assenza delle condizioni dell’autonoma organizzazione;
– ordinanza n. 24854 del 5 dicembre 2016: pure l’attività di piccolo imprenditore è esclusa dall’IRAP, qualora non vi siano riscontri di autonoma organizzazione, che nella categoria dei “piccoli imprenditori”, ai sensi dell’art. 2083 c.c., rientrano appunto “… i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio o dei componenti della famiglia”.
Nel caso di specie, il giudice di merito ha appurato che il contribuente “ svolge la propria attività individualmente, senza aiuto di terzi, con l’ufficio nel proprio alloggio adibito ad uso promiscuo, dotato delle propria autovetture, p.c., telefono e cellulare, come oramai ogni cittadino”; e che nelle dichiarazioni fiscali le cd. “…merci in conto acquisti e merci in conto vendite … riguardino merci acquistate al solo scopo di poterle rivendere al cliente si sua indicazione non paragonabile all’attività di commercio al dettaglio o all’ingrosso, attività fatta per superare l’assenza di mandato di agenzia”.
Agenti di Commercio ed IRAP
Le sezioni unite della Corte di cassazione, con le sentenze SS.UU., 26 maggio 2009, nn. 12108, 12109, 12110, 12111, hanno affrontato la questione della sistematica assoggettabilità ad IRAP delle attività “ausiliarie” del commercio di cui all’art. 2195 del codice civile, svolte dall’agente di commercio, dal promotore finanziario e in generale dai soggetti “ausiliari”, affermando il seguente principio di diritto: “in tema di IRAP, a norma del combinato disposto del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 2, comma 1, primo periodo, e art. 3, comma 1, lett. c), l’esercizio delle attività di agente di commercio, di cui alla L. n. 204 del 1985, art. 1, e di promotore finanziario di cui al D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 31, comma 2, è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata”.
Il principio affermato con riferimento alle singole controversie trattate (riguardanti gli agenti di commercio e i promotori finanziari) è stato esteso dalla Suprema Corte a tutte le attività ausiliarie di cui all’art. 2195 del codice civile, considerato che i giudici di legittimità pongono a fondamento del proprio ragionamento la distinzione tra “l’attività d’impresa”, nella quale l’elemento organizzativo sarebbe connaturato, e “le attività ausiliarie”, che possono essere svolte dal soggetto senza organizzazione di capitali o lavoro altrui e per le quali si rende necessaria la valutazione caso per caso dell’esistenza di un’autonoma organizzazione.
Si ricorda che la Corte di cassazione ha definito imprese ausiliarie “quelle che, prive di intrinseca autonomia funzionale, hanno come scopo tipico l’oggettiva agevolazione di altre attività, sicché l’impresa esercente l’ attività, ausiliaria, a differenza di quella produttrice di servizi (la cui attività , di carattere autonomo, ha per oggetto un prodotto destinato ad essere utilizzato dalla generalità delle imprese), se da un lato deve avere una propria struttura organizzativa ed operativa ben distinta da quella delle imprese ausiliate, dall’altro deve svolgere una funzione accessoria, complementare e strumentale rispetto all’ attività, tipica di altre imprese talché, ove venisse separata da queste, non avrebbe alcuna possibilità di utile applicazione” (Cass. 28 maggio 2003, n. 8485).
E ancora la …

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