La detrazione dell'IVA erroneamente addebitata

l’Iva erroneamente addebitata potrà essere considerata in detrazione dall’acquirente/committente che subirà l’irrogazione di una sanzione fissa: vediamo come si dovrà comportare il contribuente per ottenere il riconoscimento di tale detrazione

L’Iva erroneamente addebitata potrà essere considerata in detrazione dall’acquirente/committente che subirà l’irrogazione di una sanzione fissa. La novità è stata introdotta dall’art. 1, comma 935 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, Legge di Bilancio 2018.

La novella ha modificato l’art. 6, comma 6 del D.Lgs n. 471/1997 aggiungendo il seguente periodo “in caso di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore, fermo restando il diritto del cessionario o committente alla detrazione ai sensi degli articoli 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il cessionario o il committente anzidetto è punito con la sanzione amministrativa compresa fra 250 euro e 10.000 euro.  La restituzione dell’imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale.”

La norma è nella sostanza “simmetrica” a quanto già previsto dal successivo comma 9-bis del medesimo art. 6 ove, a riguardo delle infrazioni commesse nell’applicazione delle disposizioni che regolamentano la c.d. inversione contabile, si prescrive l’applicazione della medesima sanzione amministrativa, restando pure  confermata la detrazione del tributo.

La finalità della nuova disposizione è di evitare, in un’ipotesi in cui il cedente/prestatore abbia errato nell’applicazione dell’imposta non dovuta, che l’erario sia impegnato nei confronti del cliente, nell’accertare l’indebita detrazione della maggiore imposta (in tutto o in parte) addebitata dal fornitore. Allo stesso tempo l’Agenzia delle entrate dovrebbe riconoscere a a quest’ultimo  il rimborso della maggiore imposta corrisposta.

La norma si riferisce alle ipotesi in cui l’Iva sia stata calcolata in eccesso rispetto al dovuto, sia al caso di errore nell’aliquota, ma anche all’ipotesi di operazione assoggettata ad Iva e, invece, da considerarsi detassata in quanto non imponibile, ovvero esente, ovvero non soggetta.  Tale fattispecie riguarda, ad esempio,  numerosi avvisi di accertamento che riqualificano la cessione di beni strumentali come cessione di azienda o di ramo aziendale.

L’applicazione della sanzione in misura fissa,  sia pure irrogabile entro un importo minimo ed un importo massimo, sembra essere “conseguenza del principio di proporzionalità, considerando che, ove il maggior importo dell’Iva sia stato effettivamente versato dal cedente/prestatore, l’Erario non ha subito un danno sostanziale”.  Il principio è stato espresso dalla Corte di Giustizia UE dalla sentenza 11 dicembre 2014 , causa C – 590/13.

Secondo questa interpretazione sembrerebbe che la disposizione in rassegna non possa essere applicata qualora il cedente abbia omesso di effettuare il versamento dell’Iva nelle casse dell’Erario. Il riconoscimento della detrazione del tributo, non compensato con il corrispondente versamento, determinerebbe un ammanco e quindi un danno per l’Erario. Secondo una diversa, e probabilmente più corretta e meno restrittiva interpretazione, l’applicazione della sanzione in misura fissa sarebbe completamente scollegata dall’avvenuto versamento dell’Iva da parte del cedente nelle casse dell’Erario, salvo il caso in cui l’Agenzia delle entrate sia in grado di dimostrare l’intento fraudolento delle parti coinvolte nell’operazione.

La nuova disposizione afferma testualmente che “La restituzione dell’imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale.”  L’indicazione non è agevolmente comprensibile se si considera che la nuova norma è finalizzata proprio ad evitare, in ragione del riconoscimento del diritto alla detrazione in capo al cessionario, che quest’ultimo “recuperi” (nei confronti del fornitore) in sede civilistica l’indebito esercizio della rivalsa. Il cedente/fornitore, a sua volta, non essendo destinatario di alcuna richiesta sul…

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