Le agevolazioni fiscali per rientro lavoratori in Italia, gli impatriati

Come è noto, il cosiddetto Decreto internazionalizzazione (art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015), ha rivisto le agevolazioni per i lavoratori cosiddetti “impatriati” (dipendenti o autonomi, manager, lavoratori ad alta specializzazione e laureati, ricercatori e docenti, controesodati e nuovi residenti).
Tali norme si applicano nel rispetto delle norme UE in tema di aiuti di Stato considerando, quindi, il regime de minimis.

I lavoratori dipendenti rientrati in Italia ed aventi i requisiti di cui al citato art. 16, potevano presentare, entro il 2 maggio 2017 (se non già fatto nel 2016), la richiesta al proprio datore di lavoro per vedersi riconoscere il regime fiscale agevolato consistente nell’abbattimento del 30% (per il 2016) e del 50% (dal 2017) del reddito imponibile ai fini IRPEF (prodotto in Italia). La scelta, una volta fatta, è irrevocabile ed è valida per il quinquennio 2016-2020.

La Legge di Bilancio 2017 (L. 232 11.12.2016) è intervenuta in tale contesto normativo rafforzando l’efficacia delle norme previgenti e introducendo nuove ipotesi agevolabili. Sono, pertanto, attualmente vigenti misure dirette ad agevolare le persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia per svolgervi un’attività di lavoro, per le quali è prevista una tassazione agevolata dei redditi prodotti in Italia, e misure volte ad agevolare le persone fisiche che si trasferiscono in Italia a prescindere dallo svolgimento di una particolare attività lavorativa, per le quali è prevista una tassazione agevolata dei redditi prodotti all’estero.

Con la Circolare n.17/E del 23 maggio l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali sono i requisiti necessari per accedere a tali regimi agevolativi. Nel documento di prassi vengono infatti sottolineate le caratteristiche e i meccanismi degli incentivi attualmente in vigore per attrarre capitale umano.

Tutte le agevolazioni in esame presuppongono il trasferimento della residenza in Italia da parte del soggetto che ne fruisce, ossia l’instaurazione di un collegamento sostanziale con il territorio dello Stato. Inoltre, richiedono che, prima del trasferimento nel territorio dello Stato, la persona fisica abbia mantenuto la residenza fiscale all’estero per un periodo di tempo minimo, variabile a seconda dell’agevolazione interessata.

La circolare illustra i seguenti aspetti normativi introdotti e/o modificati dalla L. 232/2016:
– sono diventati permanenti gli incentivi fiscali previsti per il rientro in Italia di docenti e ricercatori residenti all’estero;
– il regime fiscale di favore per i lavoratori cosiddetti impatriati, riguardante laureati, manager e lavoratori con alta qualificazione è stato esteso anche ai lavoratori autonomi ed è stata ulteriormente aumentata la misura dell’agevolazione;
– è stato introdotto l’art. 24-bis nel Tuir, rubricato “Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia” che introduce nel nostro Paese un sistema di flat tax.

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