Prescrizione frodi IVA: parla la Corte di Giustizia Europea

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 12 dicembre 2017

il problema dei tempi di prescrizione delle frodi IVA: in particolare il problema dell'intreccio delle norme comunitarie e delle norme penali dei singoli stati membri, che possono far emergere dubbi sul vero termine di prescrizione. Secondo i giudici europei, le disposizioni penali devono rispettare determinati requisiti di accessibilità e di prevedibilità per quanto riguarda tanto la definizione del reato quanto la determinazione della pena e il requisito della determinatezza della legge applicabile implica che la legge definisca in modo chiaro i reati e le pene che li reprimono

La Corte di Giustizia Europea, con sentenza depositata il 05.12.2017, nella causa C-42/17, ha finalmente risolto la situazione di impasse che si era creata a seguito della cosiddetta sentenza Taricco, in tema di incompatibilità della normativa italiana sulla prescrizione sotto il profilo della effettiva punibilità dei reati legati a casi di frodi Iva.

Ricordiamo la fattispecie.

Secondo i giudici comunitari la normativa italiana in tema di prescrizione dei reati poteva risolversi in un ostacolo all’efficace lotta contro le frodi in materia di Iva, in modo incompatibile con il diritto dell’Unione, in particolar modo nel settore delle frodi carosello.

Questo almeno nell'interpretazione fornita dalla sentenza della Corte di Giustizia (8 settembre 2015, causa C-105/14), nota come Sentenza Taricco.

Secondo il giudice del rinvio, gli imputati, infatti, accusati in quel caso di aver commesso una frode in materia di Iva per vari milioni di euro, avrebbero potuto beneficiare di un’impunità di fatto dovuta allo scadere del termine di prescrizione.

La durata del procedimento, cumulati tutti i gradi di giudizio, sarebbe, infatti, tale che, in casi complessi di questo tipo, l’impunità di fatto costituirebbe in Italia non un’evenienza rara, ma la norma.

A seguito di tale pronuncia, l’8 luglio 2016 sono state poi depositate, con l'Ordinanza n. 28346/16, le motivazioni della questione di legittimità costituzionale posta dalla Cassazione in materia di prescrizione delle frodi IVA, così come interpretata dalla sentenza comunitaria Taricco.

In particolare, infatti, era stato rimesso al Giudice delle leggi il compito di stabilire se dall'applicazione dell'art. 325, commi 1 e 2, del TFUE, nell'interpretazione fornita dalla sentenza della Corte di Giustizia (8 settembre 2015, causa C-105/14), discendesse l'obbligo per il giudice nazionale di disapplicare la normativa interna.

Per la prima volta nella storia della nostra giurisprudenza costituzionale è stata del resto invocata anche “l'arma” dei controlimiti alle limitazioni di sovranità nei confronti dell'ordinamento europeo.

Il possibile controlimite rispetto al generale obbligo, per il giud