Le modalità di contabilizzazione del credito d'imposta dedicato alla formazione del personale (Formazione 4.0)

Nel disegno di Legge di Bilancio 2018 è presente una misura finanziaria, che consiste in un credito d’imposta, finalizzata a sostenere le spese per la formazione del personale. La formazione delle risorse umane, nel quadro di un sistema economico caratterizzato da incessanti cambiamenti, è considerata strategica, perché può aumentare la produttività aziendale. Un sistema orientato alla digitalizzazione dei processi aziendali (si pensi alla estensione generalizzata a tutte le relazioni B2B della fatturazione elettronica prevista dal 2019) richiede, con sempre maggiore frequenza, personale dotato di una formazione specifica in ambito digitale. Vediamo cosa prevede la misura, come funziona e come va contabilizzata, in attesa di ricevere il decreto di attuazione della stessa.

Aspetti Generali del credito d’imposta per la formazione del personale

Il punto di partenza per la quantificazione del credito d’imposta denominato “Formazione 4.0” è il costo dei dipendenti impegnati nell’attività di formazione. Si tratta, dunque, di una misura finanziaria finalizzata a contenere il costo della formazione dei dipendenti che vengono avviati a processi di riqualificazione professionale. In questa prospettiva, la misura va ad incidere in senso detrattivo, sul relativo costo, ponendo problemi di impostazione contabile che devono essere recepiti nel bilancio d’esercizio, sia come elemento patrimoniale, sia come elemento reddituale.

Il principio contabile OIC 24

La prima domanda che occorre farsi è: cosa prevedono i principi contabili nazionali con riferimento alla fattispecie in discorso? La prima operazione da fare è inquadrare in base ai principi contabili nazionali il trattamento delle spese di formazione per il personale. Dal punto di vista patrimoniale, l’Oic 24 prevede che possano essere capitalizzati i costi formativi sostenuti in fase di start up aziendale di una Newco o nel caso in cui si avvii una nuova attività in un’impresa già esistente, utilizzando la voce di bilancio accesa alle Immobilizzazioni immateriali B I 1) denominata Costi di impianto e di ampliamento. Il principio contabile, inoltre, ammette la possibilità di iscrivere tra i costi di impianto le spese sostenute per l’addestramento e/o per la formazione, in presenza di «un processo di riconversione o ristrutturazione aziendale», a condizione che si verifichi un profondo cambiamento culturale e operativo nella funzione aziendale interessata dalla stessa riconversione.

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