L’avviso di accertamento senza riferimenti alle memorie del contribuente

di Antonino Russo

Pubblicato il 29 dicembre 2017

l'avviso di accertamento è legittimo anche se non prevede riferimenti alle memorie presentate dal contribuente sul PVC: il Fisco ha l'obbligo di valutare tali memorie, non di esplicitare una valutazione negativa in fase di redazione dell'accertamento

L’art. 12, comma 7, prima parte, della Legge n. 212/2000 prevede che “nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli Uffici impositori” mentre la seconda parte chiarisce che “l’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

La lettura della prima parte del comma 7 e il raffronto con il tenore più perentorio della seconda parte, medesimo contesto, consentono sicuramente di affermare che sussiste un obbligo dell’Amministrazione finanziaria di “valutare” le osservazioni del contribuente, a pena di nullità e entro un termine dilatorio di sessanta giorni.

In nome di quest’obbligo l’ufficio impositore deve attendere tale spatium deliberandi prima di notificare l’atto impositivo, salvo che concorranomotivi di urgenza(comprovabili anche solo