La prescrizione della cartella esattoriale: attenzione alle trappole

di Isabella Buscema

Pubblicato il 18 novembre 2017

è bene verificare se eventuali cartelle non ancora pagate siano prescritte: la prescrizione del diritto a riscuotere le somme della cartella di pagamento dipende dal tipo tributo di cui si chiede il pagamento? Il problema delle tasse automobilistiche e del fermo amministrativo...

Avvocato | Commercialista TelematicoSospensione e interruzione

La prescrizione, come fatto estintivo del diritto, risponde all’esigenza di rimuovere l’incertezza nei traffici e rapporti giuridici. Alla prescrizione si applicano gli istituti della sospensione1 e della interruzione, secondo l’ordinaria disciplina civilistica. L'interruzione può avvenire per diversi motivi. Ad esempio si ha interruzione della prescrizione, quando l’Agente della riscossione notifica l’avviso di presa in carico dell’affidamento da accertamento esecutivo, un’intimazione di pagamento, una nuova cartella, una intimazione di pagamento, l’iscrizione di ipoteca2 avvia il pignoramento, che interrompe la prescrizione e si ricomincia a conteggiare il termine daccapo.

Esempio di sospensione della prescrizione invece è il contenzioso3

La prescrizione non corre fino al momento in cui passa in giudicato la sentenza che definisce il giudizio; e se il processo si estingue, rimane fermo l’effetto interruttivo e il nuovo periodo di prescrizione comincia dalla data dell’atto interruttivo4. Gli effetti sono sostanzialmente diversi, perché mentre la sospensione crea una parentesi (il periodo anteriore al verificarsi della causa di sospensione si somma con quello successivo), l'interruzione toglie ogni valore al tempo anteriormente trascorso.

Tutte le volte che il termine si interrompe, infatti, inizia un nuovo periodo prescrittivo analogo al precedente. La prescrizione decorre dal giorno in cui si può far valere il diritto e termina quando si è compiuto l'ultimo giorno. Il calcolo deve essere fatto considerando il calendario comune (quindi comprendendo sabati e festivi) e non deve considerare il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine. Se il termine cade in un giorno festivo il diritto è prorogato al giorno successivo non festivo. Per i termini a mesi la scadenza cade nello stesso giorno del mese iniziale o, in mancanza, nell'ultimo giorno del mese. Il calcolo, ovviamente, deve prendere in considerazione tutte le possibili interruzioni La disciplina legale della prescrizione inerisce all'ordine pubblico ed è sottratta al potere dispositivo delle parti e le cause di sospensione della prescrizione, sia se contenute nel c.c. (art. 2941 c.c.) che in altre leggi, integrano disposizioni di carattere eccezionale, a norma dell'art. 14 preleggi, con la conseguenza che non sono suscettibili di applicazione oltre i casi e i tempi in esse considerate (Cass. civ. Sez. V, 05-12-2014, n. 25764).

Non sono ammissibili cause di sospensione (o di interruzione) della prescrizione fuori dei casi espressamente previsti dalle leggi (Cass. civ. Sez. V, 25-05-2011, n. 11459).

Aspetti processuali

L’eccezione di prescrizione (strumento con il quale il convenuto paralizza l’azione giudiziale dell’attore volta a far valere il diritto) si presenta alla stregua di eccezione in senso stretto, giusta la previsione di cui all’art. 2938 c.c.. L’eccezione di prescrizione è rimessa alla libera scelta della parte e, pertanto, essa non è rilevabile d’ufficio dal giudice.

L’eccezione di interruzione della prescrizione, in quanto eccezione in senso lato, può essere rilevata d’ufficio dal giudice in qualunque stato e grado del processo sulla base di prove ritualmente acquisite agli atti. Lo hanno affermato le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 12876/15 del 22.06.2015.

Sul termine prescrizionale da applicare in caso di esecuzione fondata su cartella esattoriale

La prescrizione della cartella di pagamento dipende dal tipo tributo di cui si chiede il pagamento e, quindi, varia a seconda del caso concreto5. Tutte le volte in cui oggetto della pretesa esattoriale è un’imposta locale come la tassa sui rifiuti (Tari), l’Imu, l’Ici, la Tosap, un credito per contributi previdenziali dovuti all’Inps oppure una sanzione per violazione del codice della strada la prescrizione è quinquennale e il termine inizia a decorrere dal giorno della notifica della cartella esattoriale. Invece, nel caso in cui oggetto della cartella esattoriale sia il mancato pagamento del bollo auto (tassa di circolazione), la cartella “scade” dopo tre anni. Infine, nel caso di imposte sui redditi come l’Irpef, l’Ires e anche l’Irap e l’IVA, la prescrizione è di dieci anni6. La prescrizione ordinaria di dieci anni scatta inoltre tutte le volte in cui Equitalia vanti un credito non in forza di una cartella esattoriale, ma di una sentenza7.

In tutti i casi in cui la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, una volta formatosi il giudicato, proprio perché non ha più giuridico rilievo il titolo originario del credito riconosciuto, i relativi diritti si prescrivono con il decorso di dieci anni. Si pensi al caso in cui, a seguito dell’accertamento, il contribuente abbia proposto opposizione e il giudizio sia terminato con una sentenza di rigetto (Cass. 08-10-2015 n. 20213 sez. T)8.

Il diritto alla riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione di norme tributarie, derivante da sentenza passata in giudicato, si prescrive entro il termine di dieci anni, per diretta applicazione dell'art. 2953 c.c., che disciplina specificamente ed in via generale la cosiddetta actio iudicati, mentre, se la definitività della sanzione non deriva da un provvedimento giurisdizionale irrevocabile vale il termine di prescrizione di cinque anni, previsto dall'art. 20 del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 4729, atteso che il termine di prescrizione entro il quale deve essere fatta valere l'obbligazione tributaria principale e quella accessoria relativa alle sanzioni non può che essere di tipo unitario. (Cass. civ. Sez. Unite, 10-12-2009, n. 25790 e Cass. civ. Sez. V, 11-03-2011, n. 5837).

Il diritto alla riscossione di un'imposta, conseguente ad avviso di accertamento divenuto definitivo, perché confermato con sentenza passata in giudicato, non è assoggettato ai termini di decadenza e prescrizione che scandiscono i tempi dell'azione amministrativo-tributaria, ma esclusivamente al termine di prescrizione generale previsto dall'art. 2953 c.c., in quanto il titolo sulla base del quale viene intrapresa la riscossione non è più l'atto amministrativo, ma la sentenza. Si applica