Disservizi nel servizio di raccolta rifiuti: via libera alle istanze di riduzione della tassa rifiuti?

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 27 novembre 2017

prendendo spunto da una recente sentenza di Cassazione, segnaliamo che a fronte di disservizi nella gestione della raccolta rifiuti i cittadini-contribuenti possono richiedere la riduzione della tassa raccolta rifiuti (attualmente in vigore è la TARI)

Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenzeTassa raccolta rifiuti ridotta se si subisce una disfunzione del servizio. A stabilirlo è la sezione tributaria civile della Cassazione con l’Ordinanza 27 settembre 2017, n. 22531, secondo cui la riduzione della tariffa compete per il solo fatto che il servizio di raccolta, debitamente istituito e attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità regolamentari relative alle distanze e capacità dei contenitori e alla frequenza della raccolta. Ciò a prescindere dal fatto che l’Amministrazione comunale sia o meno responsabile dell’inefficienza del servizio rifiuti.

AMBITO NORMATIVO

Secondo quanto previsto dall’art. 59, comma 2, D.lgs. 15.11.1993, n. 507, fermo restando il potere di determinazione dei perimetri entro i quali è obbligatoriamente istituito il servizio dei rifiuti urbani interni (ai sensi degli articoli 3 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, previa ricognizione dei perimetri del centro abitato, delle frazioni e dei nuclei abitati, ivi compresi i centri commerciali e produttivi integrati) i comuni possono estendere il regime di privativa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati ad insediamenti sparsi siti oltre le zone perimetrate sopramenzionate.

Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta in regime di privativa dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati, la