Linee guida per i tirocini extracurricolari

L’importanza dei tirocini curricolari come strumento per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e per il reinserimento lavorativo di soggetti che ne sono stati esclusi, attraverso una qualificazione o una riqualificazione professionale, è testimoniata, da un lato, dalla grande attenzione di cui questo istituto gode a livello comunitario e, dall’altro, da parte dei frequenti interventi normativi a livello sia nazionale che territoriale.

LE NUOVE LINEE GUIDA PER I TIROCINI EXTRACURRICOLARI: IL REGIME PREMIALE

L’ultimo intervento in ordine temporale è stata l’approvazione, in sede di Conferenza Stato-Regioni il 25 maggio 2017, dell’Accordo sulle linee guida in materia di tirocini formativi e di orientamento, con il quale è stata rivista parte della disciplina dei tirocini extracurriculari, con alcune importanti novità.
Nei prossimi mesi le regioni (prima fra tutte la regione Lazio che ha deliberato le nuove regole con decorrenza 1° ottobre) provvederanno, attraverso nuove delibere, a recepire le predette linee guida che rappresentano una sorta di “normativa quadro” nel rispetto della quale le singole regioni potranno dettagliare le regole e le specificità applicabili a livello territoriale.
Si ricorda che sfuggono dall’alveo di applicabilità di questa disciplina i tirocini curricolari attivati da scuole, centri di formazione professionale accreditati e università.
Le nuove linee guida lasciano invariata la durata massima del singolo tirocinio a 12 mesi, ma introducono una durata minima pari a due mesi, ulteriormente ridotta ad un mese per le attività stagionali.
Per quanto riguarda i limiti quantitativi in rapporto alla dimensione aziendale, sono state confermate le soglie previgenti:

1 tirocinante per datori di lavoro fino a 5 dipendenti a tempo indeterminato;

2 tirocinanti per datori di lavoro tra 6 e 20 dipendenti;

il 10% di tirocinanti per i datori di lavoro con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato.

Tuttavia, il predetto limite, è da ritenersi flessibile in rapporto agli esiti positivi di tirocini precedenti e limitatamente ai datori di lavoro con più di 20 dipendenti, in quanto sarà possibile superarlo se risulteranno assunti almeno il 20% dei tirocinanti ospitati nei 2 anni precedenti con rapporto subordinato di almeno sei mesi, anche part time almeno pari al 50% delle ore previste dalla contrattazione collettiva per il tempo pieno.
La disciplina derogatoria premiale va da un minimo di un tirocinio se è stato assunto almeno il 20% dei tirocini attivati nei 24 mesi precedenti, due con il 50%, tre con il 75% e quattro con il 100%.
Si tratta di un’importante novità che, da un lato, stimola il ricorso al tirocinio e dall’altro premia le aziende virtuose che hanno stabilizzato o confermato in servizio i tirocinanti avendo investito in selezione, formazione e qualificazione professionale.

OBBLIGHI E DIVIETI

Vale la pena di ricordare che il tirocinio non è un rapporto di lavoro subordinato: non sussiste, infatti, quel rapporto sinallagmatico tra prestazione lavorativa e retribuzione che caratterizza, appunto, la subordinazione.
Questa considerazione, valida da un punto di vista giuslavoristico, non trova invece conferma in materia di salute e sicurezza sul lavoro; infatti, dalla lettura dell’articolo 2 del D.Lgs. n. 81/2008, emerge che è equiparato al lavoratore subordinato chi svolge attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere nonché il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento, di alternanza tra studio e lavoro, ovvero tutte quelle attività volte ad agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro.
Ne consegue che, nell’ipotesi in cui presso un qualsiasi datore di lavoro, sia esso azienda o professionista…

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