Quali sono i requisiti formali per definire se una cessione è intracomunitaria? Le formalità necessarie

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 21 luglio 2017

se mancano alcuni dati formali il Fisco può negare lo status di operazione intracomunitaria con relative agevolazioni IVA?

Processo_TributarioLa CTR della Toscana, con la sentenza n.1637/9/16 del 27 Settembre 2016, ha chiarito alcuni aspetti in tema di presupposti di legittimità delle operazioni intracomunitarie.

Nel caso di specie la Commissione Tributaria Provinciale di Firenze accoglieva il ricorso presentato dalla società avverso l'avviso di accertamento IVA 2008 emesso dall'Agenzia delle Entrate, riqualificando da cessioni intracomunitarie a transazioni commerciali "nazionali” le vendite di pannelli fotovoltaici intercorse tra le due società contraenti.

La ricorrente non aveva attribuito il codice identificativo IVA ad un acquirente comunitario (società spagnola), come riscontrato a seguito di verifica condotta dall'Ufficio delle Dogane.

La società contribuente eccepiva tuttavia la insussistenza del rilievo, deducendo:

- la onerosità delle transazioni;

- la effettiva movimentazione delle merci dall'Italia alla Spagna;

- la soggettività passiva IVA della cessionaria spagnola, iscritta al Registro Mercantile di Madrid, c e aveva regolarmente compilato i modelli Intrastat, provveduto alle autoliquidazioni IVA e versato all'Erario spagnolo quanto dovuto a titolo di imposta.

Concludeva quindi la ricorrente che ricorrevano tutti gli elementi costitutivi (oggettivi e soggettivi) richiesti dalla normativa ai fini della non imponibilità IVA a suo carico.

Eccepiva altresì la erronea valutazione da parte dell'Ufficio della "forma" (consistente nell'asserita omessa verifica del codice NIF IVA dell'acquirente comunitario) a discapito della sostanza nonché la illegittimità dell'avviso impugnato per violazione del principio di neutralità dell'IVA, secondo il quale una stessa operazione non può essere assoggettata ad una doppia imposizione sia nel paese di origine dei beni che in quello di loro destinazione.

L'Ufficio contestava diversamente che nel caso di specie non poteva ritenersi soddisfatto il requisito soggettivo per la mancata indicazione del codice identificativo dell'acquirente comunitario, necessario per evitare abusi nell'ambito delle transazioni intracomunitarie.

Osservava il Collegio, in linea con gli orient