L’esigibilità dell’IVA dopo lo split payment

Pubblicato il 12 luglio 2017

analizziamo i casi di esigibilità dell'IVA per le fatture emesse in split payment: in base al criterio di cassa o in base alla registrazione della fattura (o ricevimento)

SpesometroL’esigibilità dell’IVA dopo lo split payment determina effetti diversi a seconda del criterio scelto dal soggetto destinatario della prestazione (Pubblica Amministrazione, società partecipata o società quotata).

L’art. 3, c. 1, del DM 23 gennaio 2015 prevede che “L’imposta relativa alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi di cui all’articolo 1 diviene esigibile al momento del pagamento dei corrispettivi”. Quello ora indicato è il criterio naturale, ma il cessionario o committente può scegliere, esercitando l’opzione, l’applicazione di un criterio diverso. In base al nuovo comma 2, dell’art. 3 citato (cfr DM del 27 giugno 2017) “Le pubbliche amministrazioni e società possono comunque optare per l’esigibilità dell’imposta anticipata al momento della ricezione della fattura ovvero al momento della registrazione della medesima”. In questi casi, indipendentemente dall’avvenuto pagamento della fattura, l’imposta sarà esigibile nel momento in cui si riceve il documento, ovvero si procede alla registrazione dello stesso.

Esigibilità IVA in base al criterio di cassa

In questo caso si realizza una perfetta simmetria tra il momento