Stabilimenti balneari: arriva l’ombrellometro!

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 6 giugno 2017

l'Agenzia delle entrate ha elaborato un nuovo strumento di accertamento analitico-induttivo per controllare gli stabilimenti balneari: l'ombrellometro. In questo articolo, partendo da una recente sentenza di Cassazione, vediamo come viene utilizzato questo strumento ed il suo valore processuale

burianaLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13561 del 30.05.2017, ha confermato la legittimità dell’ennesima variante di accertamento per antieconomicità: l’ombrellometro.

Nel caso di specie l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR dell'Emilia Romagna, che, in riforma della sentenza di primo grado, aveva annullato l'avviso di accertamento impugnato dal contribuente, titolare di uno stabilimento balneare, con il quale era stato determinato, ai sensi degli artt. 39, c. 1, lett. d, D.P.R. n. 600/73 e 54 D.P.R. n. 633/72, un maggior reddito di impresa in relazione all'anno di imposta 2003.

Il giudice di appello aveva ritenuto che l'accertamento induttivo operato dall'Amministrazione finanziaria non fosse fondato su elementi certi, tali da poter integrare presunzioni dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.

La Commissione Tributaria Regionale riteneva infatti che l'operato dell'Ufficio non potesse inquadrarsi nel paradigma normativo dell'art. 39, c. 1, lett. d, D.P.R. n. 600/73, anche considerato che l'accertamento si fondava in realtà su elementi che non potevano essere definiti certi, in quanto rivenienti da un accesso effettuato due anni dopo il periodo di imposta in questione, e tenuto altresì conto delle incongruenze riscontrabili nell'attività accertativa, con riferimento al numero degli ombrelloni effettivamen