La luce delle Sezioni Unite sul termine di costituzione in giudizio e sulla ricevuta da depositare dopo la notificazione postale del ricorso o dell’appello

Le Sezioni Unite, con l’ordinanza 13452 del 29 maggio 2017, sciolgono le attese degli operatori del processo tributario su due dubbi di carattere procedurale, a vario titolo collegati a sanzioni di inammissibilità dell’atto introduttivo o della impugnazione svolta.
Il primo interrogativo riguardava, in riferimento ai ricorsi/appelli spediti con raccomandata postale, il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente e dell’appellante, di cui all’art. 22, c. 1, e all’art. 53, c. 2, D.Lgs n. 546/92; occorreva interpretare, facendo luce tra due opposti orientamenti della Suprema Corte, se detto termine dovesse intendersi come decorrente dalla ricezione del plico da parte del destinatario ovvero dalla data di spedizione del plico medesimo.
Va ricordato che l’indirizzo più rigoroso, quello cioè ancorato alla costituzione del ricorrente/ appellante entro trenta giorni dalla spedizione del ricorso/appello, era quello più risalente, mentre la giurisprudenza di legittimità più recente riteneva di affidare detto dies a quo a quello di ricezione di tali atti in capo alla controparte.
Ebbene, le Sezioni Unite (aderendo a questo secondo orientamento, inaugurato nel 2008 dalla sentenza n. 12185 e seguito nel 2011 dalla sentenza n. 9173 e poi da altre ancora) a riguardo hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nel processo tributario, il termine di trenta giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente e dell’appellante, che si avvalga per la notificazione del servizio postale universale, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione)”.
L’organo giudicante è pervenuto a tale conclusione in base a plurime considerazioni.
In primis, è stato rilevato che dalla giurisprudenza della Corte EDU si trae il monito ad ancorare le sanzioni processuali a canoni di proporzionalità (Omar vs. Francia; Beller vs. Francia), chiarezza e prevedibilità (Faltejsek vs. Rep. Ceca) e, dunque a far prevalere le interpretazioni dirette a consentire al processo di giungere al suo sbocco naturale (Adreyev vs. Estonia; Reklous & Davourlis vs. Grecia; Efstathiou et autres vs. Grecia), senza enfatizzare un fin de non recevoir non riscontrabile nei dati convenzionali di riferimento dell’art. 6 CEDU (conf. Cass. n. 7645 del 2014).
Subito dopo il responso in rassegna ha rimarcato come debba perseguirsi l’adeguamento delle norme del processo tributario a quelle del processo civile con la previsione di una disciplina uniforme per la proposizione del ricorso mediante un assetto delle comunicazioni e delle notificazioni tale da consentire, comunque, l’impiego più largo possibile del servizio postale. In tale ottica deve tenersi poi conto che nel processo civile ordinario l’art. 165 c.p.c. stabilisce che l’attore, entro dieci giorni dalla notificazione della citazione al convenuto, deve costituirsi in giudizio depositando in cancelleria la nota d’iscrizione a ruolo e il proprio fascicolo contenente l’originale della citazione, mentre se la citazione è notificata a più persone, l’originale della citazione deve essere inserito nel fascicolo entro dieci giorni dall’ultima notificazione. Così come l’art. 369 c.p.c. stabilisce che il ricorso deve essere depositato nella cancelleria della Corte di cassazione, a pena d’improcedibilità, nel termine di giorni venti dall’ultima notificazione alle parti contro le quali è proposto1.
L’ordinanza n. 13452/2017 non lesina, in riferimento alla scelta intrapresa, altri elementi comparativi; precisamente:

al processo amministrativo e all’’art. 45 del relativo Codice, laddove si stabilisce che “Il ricorso e gli altri atti processuali soggetti a preventiva notificazione sono depositati nella segreteria del giudice nel termine perentorio di trenta giorni, decorrente dal momento in cui l’…

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