Calcolo della fiscalità differita e di riallineamento dei valori civilistici e fiscali

di Giancarlo Modolo

Pubblicato il 20 maggio 2017

a grande richiesta dei nostri lettori proponiamo un piccolo ripasso sulla fiscalità differita: i casi in cui sorgono le imposte differite, le modalità di calcolo, le scritture contabili

valutazioniCon riferimento alla vigente normativa fiscale, le cosiddette:

  • differenze temporanee imponibili che generano “imposte differite” derivano, ad esempio, da plusvalenze patrimoniali nel caso in cui il contribuente o soggetto interessato ha esercitato l’opzione per la rateizzazione dell’onere fiscale;

  • differenze temporanee deducibili che generano “imposte anticipate” derivano da componenti negativi di reddito deducibili ai fini fiscali in esercizi successivi a quello in cui vengono imputati al conto economico a seguito di norme fiscali che prevedono:

  • limitazioni per accantonamenti a fondi del passivo e per rettifiche di valore, quali:

  • gli accantonamenti non previsti da norme tributarie (art. 107, comma 4, del Tuir);

  • gli oneri derivanti da operazioni a premio e concorsi a premio (art. 107, comma 3, del Tuir);

  • i costi di ripristino o di sostituzione dei beni gratuitamente devolvibili (art. 107, comma 2, del Tuir);

  • i lavori ciclici di manutenzione e revisione di navi e aeromobili (art. 107, comma 1, del Tuir);

  • i rischi contrattuali su opere, forniture e servizi di durata ultrannuale (art. 93, comma 2, del Tuir);

  • i rischi su cambi (art. 110, comma 3, del Tuir);

  • l’ammortamento dei beni immateriali e dell’avviamento (art. 103, comma 1 e 3, del Tuir);

  • l’ammortamento dei beni materiali (art. 102, comma 2, del Tuir);

  • la svalutazione dei crediti (art. 106, comma 1, del Tuir);

  • una deducibilità parzialmente differita, come, ad esempio, nel caso delle spese di manutenzione imputate a conto economico, eccedenti il 5% del costo dei beni materiali ammortizzabili (art.