L’istanza di fallimento contro una società in contabilità semplificata: è possibile difendersi

di Valeria Nicoletti

Pubblicato il 26 aprile 2017

se viene presentata un'istanza di fallimento contro una società in contabilità semplificata, il debitore può provare di non possedere i requisiti di fallibilità anche se non ha depositato il bliancio d'esercizio? Proponiamo alcune ipotesi di difesa...
Processo_TributarioCosa accade quando viene promossa istanza di fallimento ad una società di persone in contabilità semplificata? Su chi ricade l’onere della prova dell’esenzione dalla procedura concorsuale per assenza dei requisiti e cosa rischia la società in contabilità semplificata cui viene promossa istanza di fallimento? La Legge Fallimentare, nella formulazione attuale, dispone che siano soggetti alla disciplina del Fallimento e del Concordato Preventivo gli imprenditori commerciali che dimostrino di non possedere i requisiti dimensionali e di indebitamento previsti dall’art. 1, comma 2, R.D. e che si trovino in stato di insolvenza. Il primo requisito soggettivo è, quindi, la qualifica di imprenditore commerciale; sono sottratti pertanto alla disciplina gli imprenditori agricoli e gli enti pubblici, questi ultimi per espressa previsione del comma 1, art. 1, L.F. Sono altresì sottratti al fallimento – sulla base dei c.d. requisiti soggettivi negativi – gli imprenditori commerciali che dimostrino congiuntamente di:
  1. a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;
  2. b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;
  3. c) avere un ammontare di debiti a