La verifica dei limiti per la tenuta della contabilità

valutazioni

Prima di procedere con le registrazioni del 2017 è utile verificare l’ammontare dei ricavi o il volume d’affari IVA del 2016 al fine di verificare l’applicazione del regime di contabilità semplificata ovvero per poter adottare il regime di liquidazione dell’iva trimestrale.

Novità: dal 2017, a seguito delle novità di cui alla Legge di Bilancio, i soggetti naturalmente in contabilità semplifica (imprese individuali, snc, sas e soggetti equiparati, enti non commerciali esercenti attività commerciale non prevalente) devono determinare il reddito applicando il principio di cassa in deroga al principio di competenza in vigore fino al 2016 (resta salva la possibilità di optare per la contabilità ordinaria con opzione di durata triennale).

IL LIMITE PER LA CONTABILITA’ SEMPLIFICATA

Come disposto dall’art. 18 del D.p.r. n. 600-73 le persone fisiche che esercitano imprese commerciali, le società di persone e i soggetti equiparati e gli enti non commerciali esercenti attività commerciale non prevalente,qualora i ricavi conseguiti in un anno intero non abbiano superato l’ammontare di:

a) euro 400.000,00, per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi;

b) euro 700.000,00, per le imprese aventi per oggetto altre attività;

sono esonerate per l’anno successivo dalla tenuta della contabilità ordinaria.

Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativi alla attività prevalente (in mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi).

LA TENUTA DELLA CONTABILITA’ ORDINARIA

Come disposto dall’ art. 13, c. 1, D.P.R. 600/1973, si possono avere le seguenti casistiche:

a) contabilità ordinaria per obbligo: si applica in via generale alle spa, srl, sapa, cooperative e mutue assicuratrici, enti pubblici e privati diversi dalle società, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali,associazioni non riconosciute, i consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad altri soggetti passivi, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;

b) contabilità ordinaria per obbligo a seguito del superamento del limite dei ricavi previsto dalla norma: si applica alle società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e i soggetti ad esse equiparate (art. 5 del TUIR), le persone fisiche che esercitano imprese commerciali (art. 55 del TUIR), gli enti pubblici e privati diversi dalle società, che, esercitano un’attività commerciale in via non prevalente;

c) contabilità ordinaria per opzione: è fatta salva la possibilità di optare per la contabilità ordinaria con opzione (fino al 2016 la durata dell’opzione era di un anno mentre a far data dal 2017 la durata minima è di tre anni).

***

IL CALCOLO PRATICO DEI RICAVI AI FINI DELLA VERIFICA DEL LIMITE

Al fine di verificare quale regime contabile adottare per il 2017, è necessario verificare che l’ammontare dei ricavi conseguito nel 2016 superi i predetti limiti con le seguenti modalità operative:

a) i ricavi vanno individuati in base al principio di competenza e in caso in caso di inizio attività, è necessario ragguagliare ad anno i ricavi presunti ( per le imprese di cui al primo anno di attività occorre dichiarare in fase di apertura di partita iva i ricavi presunti ragguagliati ad anno e se alla fine dell’esercizio il limite ragguagliato risulta superato il contribuente dovrà adottare il regime di contabilità ordinaria);

b) vanno considerati i corrispettivi delle cessioni di beni/servizi alla cui produzione/scambio è diretta l’attività dell’impresa; i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili (sono esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione); l’assegnazione dei…

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